L’ex presidente della Regione Toscana sostiene il ‘sì’ al voto del 9 novembre: “Decidere sull’acqua significa difendere un diritto, non un prodotto di mercato”

 "Il referendum che domani si svolge a Empoli è importante: di per sé è una vittoria della democrazia. I cittadini hanno il diritto e dovere di decidere se l'acqua, bene primario, deve essere pubblica o" se "consegnata alle logiche privatistiche del mercato". Così Vannino Chiti, già presidente della Regione Toscana, ministro per le Riforme Istituzionali e vicepresidente del Senato, in merito al referendum per l'acqua pubblica che si voterà domani, domenica 9 novembre, a Empoli. Il quesito chiede di abrogare la delibera di adesione del Comune alla multiutility toscana Alia Plures, holding di servizi pubblici (acqua, rifiuti).

"L'acqua privatizzata - continua Chiti - è nella logica di un mercato che dall'economia invade la società e rende merce tutto. Vorrei essere domani cittadino di Empoli per poter votare e partecipare a un atto di democrazia che si propone di restituire alla sovranità delle persone il controllo di un bene di tutti. Mi permetto di invitare i cittadini ad andare a votare. La partecipazione delle persone fonda la democrazia. Mi auguro che partiti e istituzioni tornino a valorizzare la partecipazione". 
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