"Un Piano metropolitano per l'abitare che tenga insieme tutti i Comuni dell'area metropolitana fiorentina, in una logica di strategia condivisa, basata sulla sostenibilità sociale ed ecologica". È il patto proposto dall'assessore alla rigenerazione urbana del Comune di Scandicci (Firenze) e raccolto oggi, nel corso di Urbanpromo, dall'assessore fiorentino alla casa Nicola Paulesu.
"Il Piano - ha spiegato Mecca - nasce dalla consapevolezza che le politiche della casa non possano più essere isolate, ma debbano inserirsi in una dimensione di area vasta, capace di connettere Scandicci, Firenze e l'intera cintura metropolitana. I flussi quotidiani di persone, i costi dell'energia e della mobilità, i nuovi modelli abitativi e la pressione del mercato immobiliare impongono una pianificazione condivisa tra amministrazioni, istituzioni e operatori economici". "Da qui l'idea di un Piano metropolitano per l'abitare, in una logica condivisa, basata sulla sostenibilità sociale ed ecologica", ha sottolineato Mecca.
"Il tema dell'abitare - ha osservato Paulesu - supera i confini comunali, dobbiamo lavorare tutti assieme per un piano pubblico, accessibile e inclusivo, con uno sguardo lungo verso il futuro. Il nostro territorio è sempre più interconnesso e collegato, questo ci spinge a una condivisione di politiche anche sul fronte dell'abitare, per cercare assieme di costruire quelle risposte innovative che servono. Dobbiamo impegnarci inoltre su un vero e proprio Patto sociale per il sostegno all'abitare con tutti i soggetti competenti".
Gianni Biagi, presidente di Urbit, a margine dell'iniziativa, ha sottolineato che "sull'abitare sociale sono molti anni che non succede niente in questo Paese, quindi" le criticità "non possono essere ascritte solo a questo governo. Ci sono politiche carenti da anni. Il Comune di Firenze sta facendo cose significative, ha messo finalmente obbligatoria la norma che impone di fare edilizia sociale per il 20% degli interventi più importanti della città però serve sicuramente una politica nazionale e spero che questo governo lo faccia".
"Il Piano - ha spiegato Mecca - nasce dalla consapevolezza che le politiche della casa non possano più essere isolate, ma debbano inserirsi in una dimensione di area vasta, capace di connettere Scandicci, Firenze e l'intera cintura metropolitana. I flussi quotidiani di persone, i costi dell'energia e della mobilità, i nuovi modelli abitativi e la pressione del mercato immobiliare impongono una pianificazione condivisa tra amministrazioni, istituzioni e operatori economici". "Da qui l'idea di un Piano metropolitano per l'abitare, in una logica condivisa, basata sulla sostenibilità sociale ed ecologica", ha sottolineato Mecca.
"Il tema dell'abitare - ha osservato Paulesu - supera i confini comunali, dobbiamo lavorare tutti assieme per un piano pubblico, accessibile e inclusivo, con uno sguardo lungo verso il futuro. Il nostro territorio è sempre più interconnesso e collegato, questo ci spinge a una condivisione di politiche anche sul fronte dell'abitare, per cercare assieme di costruire quelle risposte innovative che servono. Dobbiamo impegnarci inoltre su un vero e proprio Patto sociale per il sostegno all'abitare con tutti i soggetti competenti".
Gianni Biagi, presidente di Urbit, a margine dell'iniziativa, ha sottolineato che "sull'abitare sociale sono molti anni che non succede niente in questo Paese, quindi" le criticità "non possono essere ascritte solo a questo governo. Ci sono politiche carenti da anni. Il Comune di Firenze sta facendo cose significative, ha messo finalmente obbligatoria la norma che impone di fare edilizia sociale per il 20% degli interventi più importanti della città però serve sicuramente una politica nazionale e spero che questo governo lo faccia".
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