In Consiglio regionale della Toscana seduta interamente dedicata alla discussione del programma di governo del presidente Eugenio Giani, presentato la scorsa settimana, con il governatore che ha poi replicato in chiusura. Domani sarà la volta degli ordini del giorno e del voto.
Numerosi gli interventi soprattutto sul versante del centrodestra. Alessandro Tomasi, votato oggi portavoce dell'opposizione, ha sottolineato che la minoranza sarà intransigente "in termini di trasparenza e autorevolezza, per il bene che vogliamo alle istituzioni". "Noi ci siamo nel riconoscere che ci sono gap infrastrutturali, nella sanità" tra i vari territori "e siamo disponibili a discutere, ma non in una logica che vede una parcellizzazione delle risorse senza risolvere le cose". L'ex sindaco di Pistoia ha anche lanciato l'allarme sulla deindustrializzazione, dicendo che "non si possono seguire le crisi industriali", casi come quelli di Beko e Gkn "non nascono dal giorno alla notte, erano prevedibili".
Per la capogruppo di FdI Chiara La Porta "confrontando il programma con quello del 2020", il punto che manca "è il futuro, che è scomparso, non se ne parla da nessuna parte. Evidentemente un programma di una Toscana insieme, fra infrastrutture, rifiuti, multiutility è difficile immaginare", ha detto in riferimento alle divisioni interne alla maggioranza. "La Toscana era la locomotiva d'Italia", e "adesso è ferma al palo".
Per Marco Stella (Forza Italia) "c'è una Toscana che soffre, che arretra e non si sviluppa" oltre "a toscani che non riescono a curarsi. Se lei - le parole all'indirizzo di Giani - ci metterà alla prova sulle questioni che riguardano concretamente la Toscana ci saremo", "se andremo avanti con le enunciazioni di principio", invece, "saremo durissimi nei contenuti".
Massimiliano Simoni, unico consigliere della Lega, ha evidenziato come nel programma "ci sia un'eccessiva fiducia relativa all'economia", anche perché "il settore dove la precedente amministrativo ha fallito è quello della formazione, che non ha saputo interfacciarsi bene col territorio".
Numerosi gli interventi soprattutto sul versante del centrodestra. Alessandro Tomasi, votato oggi portavoce dell'opposizione, ha sottolineato che la minoranza sarà intransigente "in termini di trasparenza e autorevolezza, per il bene che vogliamo alle istituzioni". "Noi ci siamo nel riconoscere che ci sono gap infrastrutturali, nella sanità" tra i vari territori "e siamo disponibili a discutere, ma non in una logica che vede una parcellizzazione delle risorse senza risolvere le cose". L'ex sindaco di Pistoia ha anche lanciato l'allarme sulla deindustrializzazione, dicendo che "non si possono seguire le crisi industriali", casi come quelli di Beko e Gkn "non nascono dal giorno alla notte, erano prevedibili".
Per la capogruppo di FdI Chiara La Porta "confrontando il programma con quello del 2020", il punto che manca "è il futuro, che è scomparso, non se ne parla da nessuna parte. Evidentemente un programma di una Toscana insieme, fra infrastrutture, rifiuti, multiutility è difficile immaginare", ha detto in riferimento alle divisioni interne alla maggioranza. "La Toscana era la locomotiva d'Italia", e "adesso è ferma al palo".
Per Marco Stella (Forza Italia) "c'è una Toscana che soffre, che arretra e non si sviluppa" oltre "a toscani che non riescono a curarsi. Se lei - le parole all'indirizzo di Giani - ci metterà alla prova sulle questioni che riguardano concretamente la Toscana ci saremo", "se andremo avanti con le enunciazioni di principio", invece, "saremo durissimi nei contenuti".
Massimiliano Simoni, unico consigliere della Lega, ha evidenziato come nel programma "ci sia un'eccessiva fiducia relativa all'economia", anche perché "il settore dove la precedente amministrativo ha fallito è quello della formazione, che non ha saputo interfacciarsi bene col territorio".
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