"La Regione Toscana ha confermato la centralità" della parità di genere "destinando alla sua promozione una quantità ingente di risorse in particolare grazie al Fondo sociale europeo+ 2021-27. L'evento di oggi rappresenta quindi un'occasione privilegiata per condividere i risultati raggiunti, rilanciare l'impegno regionale e rafforzare un messaggio centrale: la libertà delle donne passa attraverso competenze, servizi, opportunità e autonomia economica. È una condizione fondamentale per la crescita dell'intera comunità toscana". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in occasione del convegno 'Libere di scegliere: donne, competenze e opportunità in Toscana'.
Cristina Manetti, ideatrice de La Toscana delle Donne e assessore alla parità di genere, ha affermato che "resta ancora molto lavoro da fare", come conferma la fotografia dei divari di genere in Toscana emersa nel corso della mattinata: il tasso di occupazione femminile, al 63,7%, è ancora distante dal 70,8% dell'Ue; il divario occupazionale di genere è pari al 14,4%; le donne guadagnano mediamente 4.136 euro in meno degli uomini e solo il 17% delle laureate si orienta verso discipline Stem (contro il 29% degli uomini). Il lavoro di cura pesa per oltre il doppio sulle donne rispetto agli uomini e rimangono ostacoli nell'accesso ai ruoli apicali.
"Questi squilibri - spiega Manetti - limitano la libertà di scelta e di crescita delle donne, hanno impatti diretti sulla loro autonomia economica e sulla partecipazione piena alla vita sociale e professionale; con i fondi europei cerchiamo di agire sostenendo l'imprenditoria femminile e lo scambio di buone pratiche e ci sono poi azioni dirette come quelle del Fondo Sociale europeo plus, che destina oltre 360 milioni ad azioni e interventi per sostenere la parità di genere".
Cristina Manetti, ideatrice de La Toscana delle Donne e assessore alla parità di genere, ha affermato che "resta ancora molto lavoro da fare", come conferma la fotografia dei divari di genere in Toscana emersa nel corso della mattinata: il tasso di occupazione femminile, al 63,7%, è ancora distante dal 70,8% dell'Ue; il divario occupazionale di genere è pari al 14,4%; le donne guadagnano mediamente 4.136 euro in meno degli uomini e solo il 17% delle laureate si orienta verso discipline Stem (contro il 29% degli uomini). Il lavoro di cura pesa per oltre il doppio sulle donne rispetto agli uomini e rimangono ostacoli nell'accesso ai ruoli apicali.
"Questi squilibri - spiega Manetti - limitano la libertà di scelta e di crescita delle donne, hanno impatti diretti sulla loro autonomia economica e sulla partecipazione piena alla vita sociale e professionale; con i fondi europei cerchiamo di agire sostenendo l'imprenditoria femminile e lo scambio di buone pratiche e ci sono poi azioni dirette come quelle del Fondo Sociale europeo plus, che destina oltre 360 milioni ad azioni e interventi per sostenere la parità di genere".
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