"A seguito della mancanza del numero legale durante il Consiglio comunale di mercoledì 19 novembre, non è stato possibile approvare le variazioni di bilancio necessarie per programmare nuovi interventi sul territorio, né tantomeno ratificare il passaggio alla Taric. Questo mette a rischio, tra il 2025 e il 2026, servizi ed opere pubbliche per 2,4 milioni di euro". Così il sindaco di Figline e Incisa Valdarno (Firenze) Valerio Pianigiani commenta la crisi politica che ha portato alla mancanza del numero legale nell'ultimo Consiglio comunale e alle sue dimissioni da primo cittadino.
"Mi trovo nella paradossale situazione di dover spiegare ciò che è accaduto - sottolinea in una nota -, ma ritengo che a dover fornire spiegazioni ai cittadini siano soprattutto coloro che hanno la responsabilità di aver provocato questa situazione, assumendosene tutte le conseguenze. Mi riferisco naturalmente al Partito Socialista e anche al consigliere Sandro Sarri, che con le loro azioni hanno disatteso il mandato elettorale ricevuto appena un anno e mezzo fa dagli elettori. I primi, uscendo da una coalizione che avevamo presentato ai cittadini con lo slogan 'Insieme', e che ci ha permesso di vincere le elezioni, il secondo venendo meno alla fiducia data dagli elettori del Pd, che lo avevano votato, scegliendo poi di passare al Psi per meri giochi di bassa politica".
Secondo il sindaco dimissionario "mercoledì questi stessi personaggi hanno deciso di staccare la spina all'Amministrazione, bloccando l'attività istituzionale e mandando a monte una serie di progetti per il futuro della comunità", "hanno scelto la via del sabotaggio e lo hanno fatto sulla pelle dei cittadini".
Pianigiani osserva: "È ovvio che in tutta questa vicenda anche io ho le mie responsabilità" ma "ho sempre agito con onestà e correttezza istituzionale, senza mancare mai di rispetto a nessuno e senza mai cercare di impedire a chiunque di svolgere il proprio lavoro. Gli errori che ho commesso li ho fatti in assoluta buona fede, senza pensare a dietrologie o ad altri strani giochetti che non mi appartengono".
"Mi trovo nella paradossale situazione di dover spiegare ciò che è accaduto - sottolinea in una nota -, ma ritengo che a dover fornire spiegazioni ai cittadini siano soprattutto coloro che hanno la responsabilità di aver provocato questa situazione, assumendosene tutte le conseguenze. Mi riferisco naturalmente al Partito Socialista e anche al consigliere Sandro Sarri, che con le loro azioni hanno disatteso il mandato elettorale ricevuto appena un anno e mezzo fa dagli elettori. I primi, uscendo da una coalizione che avevamo presentato ai cittadini con lo slogan 'Insieme', e che ci ha permesso di vincere le elezioni, il secondo venendo meno alla fiducia data dagli elettori del Pd, che lo avevano votato, scegliendo poi di passare al Psi per meri giochi di bassa politica".
Secondo il sindaco dimissionario "mercoledì questi stessi personaggi hanno deciso di staccare la spina all'Amministrazione, bloccando l'attività istituzionale e mandando a monte una serie di progetti per il futuro della comunità", "hanno scelto la via del sabotaggio e lo hanno fatto sulla pelle dei cittadini".
Pianigiani osserva: "È ovvio che in tutta questa vicenda anche io ho le mie responsabilità" ma "ho sempre agito con onestà e correttezza istituzionale, senza mancare mai di rispetto a nessuno e senza mai cercare di impedire a chiunque di svolgere il proprio lavoro. Gli errori che ho commesso li ho fatti in assoluta buona fede, senza pensare a dietrologie o ad altri strani giochetti che non mi appartengono".
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