In occasione della seduta solenne per la Festa della regione

"L'auspicio da fare a questa Regione è quello di continuare a lottare e a combattere perché i passi che abbiamo fatto per il rispetto delle libertà e dei diritti siano e diventino patrimonio di tutti, di tutto il mondo. Purtroppo ancora oggi viviamo in un mondo nel quale le guerre, anche abbastanza vicine, continuano ad esserci. Il rispetto dei diritti non è garantito da ogni parte, e quindi l'auspicio è che la Toscana sia una terra che può fare da esempio su come ci si comporta su questo fronte, quello delle libertà". Lo ha detto Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale, in occasione della seduta solenne per la Festa della Toscana, dal titolo 'Toscana: un ponte per la pace'.
    
"Ogni volta che si rispettano i diritti e si rispetta l'altro si aumenta la libertà - ha aggiunto Saccardi - si aumentano anche i livelli di democrazia e credo che la Toscana su questo possa essere apripista e possa rappresentare un esempio per tante altre parti del mondo".

La presidente del Consiglio regionale ha spiegato di aver deciso di "racchiudere tutto in una seduta del Consiglio che stamani parlerà della Toscana come terra di pace per ricordare la Festa della Toscana che in realtà cadrebbe domenica 30 novembre e nel pomeriggio parleremo della Giornata contro la violenza sulle donne. I due elementi sono fortemente collegati perché in entrambi i casi si parla di rispetto dei diritti, di rispetto della vita, di rispetto della libertà, delle diversità, di educazione, di cultura in generale. Penso che la Toscana - ha aggiunto Saccardi - abbia tutti i titoli perché è stata la prima terra che ha abolito la pena di morte, perché è stata la prima Regione che ha inventato il codice rosa nei percorsi per l'assistenza alle persone vittime di violenza, non solo le donne, ma i soggetti con fragilità e i minori. Credo che la Toscana - ha concluso - sia il luogo giusto per poter parlare a testa alta di tutto questo".

Saccardi ha aggiunto che "celebriamo la Festa della Toscana per guardare meglio in avanti, per ricordarci che il cammino iniziato 260 anni fa non è compiuto e che spetta a noi continuarlo, che la Toscana continui ad essere per ciascuno di noi una comunità che non lascia indietro nessuno, una terra che crede nel valore dell'umanità e nella possibilità di un futuro più giusto, più libero e più umano, questa è la nostra Festa, dei diritti, della Toscana".

Saccardi ha poi lasciato la parola a Riccardo Nencini, già presidente dell'Assemblea toscana, che si è chiesto quale sia il senso di continuare a celebrare la Festa della Toscana nata nel 2000: "Non solo e non tanto per ricordare un periodo significativo della nostra storia - ha detto - ma soprattutto per avere la forza di tornare a difendere quei diritti che continuano ad avere un valore universale, e la nostra regione anche nel presente può vincere la battaglia della difesa della democrazia, della libertà e dell'inclusione, proprio ispirandosi a quell'atto simbolico di Pietro Leopoldo che fece distruggere le forche".

Il professor Sandro Rogari, ordinario di Storia contemporanea all'Università di Firenze si è augurato che "i temi della Festa della Toscana delle prossime edizioni tornino sulla questione dei diritti dei più deboli, parlino di clima e di tutela dell'ambiente. Si ispirino a questo nostro grande antenato per avanzare idee d'avanguardia, di rottura, di innovazione, come il Granduca aveva cercato di fare con la Costituzione ante litteram che purtroppo restò nel cassetto. Questo è lo spirito del suo tempo, che dobbiamo fare nostro, consapevoli che ognuno di noi è responsabile di sé stesso".
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