“23 milioni di euro per il reddito di inserimento lavorativo in Toscana dal 2026. Formazione e bonus ai disoccupati”

Il bilancio della Regione Toscana per il 2026 "è un bilancio molto impegnativo perché è un bilancio di 12,9 miliardi su cui non grava alcun aumento di tasse". Lo ha annunciato Eugenio Giani, presidente della Regione, spiegando che l'approvazione della manovra in Consiglio regionale potrebbe arrivare fra il 17 e il 18 dicembre, e che l'addizionale regionale Irpef innalzata anni fa "non viene toccata, rimane inalterata: io dico sempre che, se il Governo arriva a sciogliere il nodo dei dispositivi medici, noi arriveremo a diminuirla".    

Giani ha sottolineato che "è interesse generale di tutti approvare il bilancio subito. E' interesse generale proprio per gli interessi dei cittadini che, se noi andassimo all'esercizio provvisorio, non potrebbero godere dei servizi, quindi non c'entrano la maggioranza e la minoranza. Io confido sullo spirito di servizio di tutti e 41 i consiglieri regionali: tempo ne abbiamo, perché abbiamo una ventina di giorni per poter arrivare all'approvazione del bilancio. Le commissioni consiliari si sono costituite oggi, quindi il bilancio che io porto in Consiglio regionale ha già le commissioni che possono lavorare".

La parte più rilevante delle risorse a disposizione fa capo, come sempre, alla spesa sanitaria, che nelle previsioni sarà pari a 8,27 miliardi e incide per il 65% sull'intero bilancio. "Vogliamo difendere la sanità pubblica", ha detto Giani, spiegando che la Regione investirà 172 milioni di risorse proprie aggiuntive nel 2026.

Il Tpl vale 698 milioni, con risorse che arrivano da uno specifico fondo nazionale e, in parte, di nuovo da risorse regionale proprie. "Sono di più dell'anno scorso e dell'anno precedente", evidenzia Giani.    

Tra le risorse vincolate, pari complessivamente nel 2026 a circa 2,2 miliardi di euro, la parte prevalente è costituita dal fondo nazionale trasporti e sul fronte comunitario da Feasr (il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) e Fse+ (Fondo sociale europeo). Solo tra Fersr e Fse+ la Toscana nei sette anni dal 2021 al 2027 ha potuto complessivamente contare su 2,3 miliardi di euro. Altri 749 milioni, cofinanziati da Ue e Italia, sono la dote quinquennale toscana del Feasr. La compartecipazione regionale sarà nel 2026 pari a circa 81 milioni di euro.    

Per le politiche attive di parte corrente la manovra prevede complessivamente per il 2026 circa 1,5 miliardi di euro, risorse libere con cui potranno essere finanziate le politiche nei vari settori. Gli investimenti varranno nel triennio 2026-28, per le sole risorse regionali, circa 920 milioni, con 420 milioni previsti per il 2026.

Dieci milioni di euro sono destinati alla Fi-Pi-Li e potranno essere utilizzati per l'allargamento del primo tratto da Firenze a Scandicci; altri 10 milioni di euro nel triennio sono destinati ai Comuni per l'impiantistica sportiva, e ancora altri 10 milioni per la Toscana diffusa e programmi di rigenerazione urbana. La Regione ha riproposto, nel 2026, anche un finanziamento da 200 milioni per la Darsena Europa a Livorno.    

La Regione sta consolidando il volume del gettito effettivamente incassato dall'attività di contrasto all'evasione fiscale, che si aggira attorno a 200 milioni l'anno con percentuali di recupero sul totale delle entrate tributarie di circa il 13,8%.


Nel bilancio della Regione Toscana "ci sono 23 milioni di euro che è quanto intendiamo destinare al reddito di inserimento lavorativo" da dare a "coloro che dopo essere stati messi in cassa integrazione, licenziati, e non hanno più nessun ammortizzatore sociale vogliono rimettersi nel ciclo lavorativo".

    
"E' un po' il reddito di cittadinanza alla Toscana, vediamo un po' come si sviluppa", ha proseguito Giani, spiegando che ai beneficiari "per un periodo che sarà da nove mesi a un anno paghiamo la formazione professionale, e accanto a questa diamo loro un bonus", "poi vedremo di quanto potrà essere la cifra, 600-700 euro al mese, per poter vivere questo periodo nel quale attraverso la formazione professionale si convertono a un altro tipo di produzione che il mercato rende più appetibile. I 23 milioni sono fondi prevalentemente di natura nazionale che avevamo nel Patto del Lavoro firmato con l'allora ministro del Lavoro Andrea Orlando".

    
Non è ancora stabilito il numero di coloro che potranno usufruire della misura. "La sperimentiamo per la prima volta", ha detto il governatore, precisando che "ci sono sempre almeno tre variazioni di bilancio in corso d'anno e quindi la riediteremo alla luce di quello che possiamo vedere. L'assessore Lenzi ci sta già lavorando con la dottoressa Giovani, la direttrice del settore lavoro, e questa sarà una misura su cui da qui alla fine dell'anno comunque faremo sapere più elementi proprio perché possa essere concretizzata fin dall'1 gennaio".



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