“Da commissario attivo fondi e lavori più rapidamente che da presidente”

"Io mi sento nella condizione di auspicare di prorogare per altri sei mesi lo stato di emergenza per quanto riguarda le nostre attività di azione in riferimento all'alluvione del 2-3 novembre 2023. Se il 31 dicembre ci trovassimo con la cessazione dello stato di emergenza, tutte le opere" da completare "rientrerebbero nella competenza ordinaria. Io da commissario riesco ad attivare 140 milioni di euro per lavori in sei mesi" invece "da presidente della Regione mi servono magari tre anni per attivare 500.000 euro di lavori". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani in occasione di un incontro con la protezione civile, in corso a Palazzo Strozzi Sacrati.
    
"Vi posso far l'elenco del 'Giano bifronte' - ha aggiunto -, ovvero quando opero da presidente della Regione e quando da commissario. In 15 mesi ho vissuto sette emergenze, da straordinaria l'azione di protezione è sempre più ordinaria"

Sulla protezione civile "la capacità della Regione è di essere l'anello nel quale la dimensione nazionale e territoriale riescono a trovare il giusto snodo e la giusta capacità di intervento. Tenermi la delega nasce da una visione operativa: finché c'era Monia Monni mi fidavo ciecamente. Nel momento in cui è stata chiamata a gestire la sanità, ho preferito allora tener la delega e non assegnare questi compiti a un altro assessore a cui far scuola. D'altronde basta un episodio e il presidente della Regione diventa commissario".

Giani ha ricordato che "ci sono zone della Toscana che nell'arco di due anni hanno vissuto cinque emergenze che hanno portato lo stato di calamità regionale a diventare stato di calamità nazionale, penso all'Alto Mugello".


"La Toscana
- ha dichiarato Natale Mazzei, vice capo dipartimento nazionale della protezione civile - è un esempio di come questi eventi" naturali come le alluvioni "siano più ricorrenti e impattanti. Nella Toscana, negli ultimi due anni, da novembre 2023, abbiamo avuto una serie di eventi di particolare impatto che hanno colpito, spesso, le stesse località e quindi non dando il tempo di mettere a frutto gli interventi di carattere emergenziale che sono quelli propri della prima fase di protezione civile".     

"L'unica soluzione - prosegue - è evidentemente rivedere l'approccio al tema della prevenzione e della prevenzione strutturale, non solo, ma anche di quella non strutturale che è comunque fondamentale. Serve individuare un ambito di intervento più urgente, ma sempre in prevenzione per mettere in sicurezza i territori rispetto al possibile ripetersi di eventi di questo tipo".    

Mazzei ha sottolineato che "l'azione emergenziale è importante e viene ben sostenuta sia a livello nazionale che a livello regionale".

Tra gli interventi quello del sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika che ha ricordato l'attenzione del presidente Eugenio Giani sui temi della protezione civile: "Il presidente - ha affermato Dika - ha scelto di mantenere tra le sue deleghe di diretta competenza la protezione civile e la difesa del suolo proprio per testimoniare quanto è centrale questo settore per l'azione del governo regionale".

Presente anche l'ex assessora alla protezione civile (ora ha la delega alla sanità) Monia Monni definita dal presidente Giani ancora "parte integrante di questo sistema".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies