"La sessione di bilancio che ci apprestiamo a vivere è, clamorosamente, la più viziata di sempre, per le modalità con le quali sono state ignorate le norme del nostro regolamento e del nostro statuto", per questo Forza Italia esprime "profondo disappunto e si riserva di valutare di sottoporre le scelte e gli atti della giunta e della maggioranza al vaglio successivo del collegio di garanzia statutaria". Così una nota dei consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri.
Per i due esponenti sono stati "violati e azzerati i termini per pareri e osservazioni da parte della commissione di controllo; negata la richiesta di avere almeno il parere preventivo del collegio di garanzia statutaria; annullati i termini entro cui depositare emendamenti agli atti (da quando saranno licenziati in I commissione, domani in tarda mattinata, bisognerebbe consegnarli entro le ore 19 del medesimo giorno). "Insomma - aggiungono - una serie di 'schiaffoni' al buon senso e soprattutto ai diritti delle minoranze".
Secondo Stella e Ferri, tutto questo è avvenuto "in nome della necessità di evitare un esercizio provvisorio, che poteva essere evitato a priori con un minimo di programmazione a fine legislatura scorsa (vedasi per esempio la Regione Veneto), oppure fissando le elezioni prima; Giani invece ha preferito allungare i tempi per sedare i litigi nella coalizione e nel suo partito, ed ora fa pagare i suoi ritardi a noi".
"Esercizio provvisorio che, peraltro, approvando gli atti entro fine anno - concludono - non ci sarebbe o produrrebbe effetti per un tempo limitatissimo, senza particolari conseguenze".
Per i due esponenti sono stati "violati e azzerati i termini per pareri e osservazioni da parte della commissione di controllo; negata la richiesta di avere almeno il parere preventivo del collegio di garanzia statutaria; annullati i termini entro cui depositare emendamenti agli atti (da quando saranno licenziati in I commissione, domani in tarda mattinata, bisognerebbe consegnarli entro le ore 19 del medesimo giorno). "Insomma - aggiungono - una serie di 'schiaffoni' al buon senso e soprattutto ai diritti delle minoranze".
Secondo Stella e Ferri, tutto questo è avvenuto "in nome della necessità di evitare un esercizio provvisorio, che poteva essere evitato a priori con un minimo di programmazione a fine legislatura scorsa (vedasi per esempio la Regione Veneto), oppure fissando le elezioni prima; Giani invece ha preferito allungare i tempi per sedare i litigi nella coalizione e nel suo partito, ed ora fa pagare i suoi ritardi a noi".
"Esercizio provvisorio che, peraltro, approvando gli atti entro fine anno - concludono - non ci sarebbe o produrrebbe effetti per un tempo limitatissimo, senza particolari conseguenze".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














