Non ci sarà una commissione d'indagine sullo stadio Artemio Franchi di Firenze, su cui è in corso il restyling. L'atto è stato parzialmente discusso in Consiglio comunale dal proponente Alessandro Draghi (Fdi) ma il dibattito non si è concluso perché l'esponente Fdi, che è anche vicepresidente dell'assemblea, ha scelto di ritirare la delibera dopo aver ricevuto rassicurazioni dalla maggioranza su ulteriori approfondimenti da fare nelle commissioni consiliari, in particolare la commissione sport.
La decisione ha creato polemiche in aula perché i consiglieri Francesco Grazzini (Iv), Matteo Chelli (Fdi), Renzo Pampaloni (Pd), Paolo Bambagioni (lista Schmidt) e Lorenzo Masi (M5s) non sono potuti intervenire. Qualche consigliere avrebbe anche chiesto le dimissioni di Draghi da vicepresidente del Consiglio comunale.
Dopo una breve sospensione, il presidente dell'assemblea cittadina Cosimo Guccione ha chiarito che l'atto è stato presentato da Draghi come unico firmatario e che quindi, nonostante le firme a suo sostegno, la decisione dell'esponente Fdi ha di fatto interrotto il dibattito. A quel punto Dmitrij Palagi di Spc ha avanzato una mozione d'ordine, poi respinta, per chiedere di discutere "tutte le interrogazioni che hanno come oggetto lo stadio".
"Credo che Draghi sia fuori tempo, dividersi tra maggioranza e opposizione è un errore", ha commentato Luca Milani, capogruppo del Pd, durante il dibattito iniziale. Il consigliere dem Marco Burgassi ha aperto "a proseguire nel lavoro di monitoraggio delle commissioni".
"Ricevo e accetto l'invito di Burgassi - ha commentato Draghi motivando la sua scelta -. Auspico che ci sia la possibilità di convocare in audizione la Fiorentina, di fare una seduta congiunta con tutte le commissioni e che ci sia la volontà di recarsi ai servizi tecnici di via Giotto. Diamoci sei mesi di tempo, da ora all'estate prossima".
Durante il dibattito Sabatini ha detto che "siamo di fronte a un'opera da 205 milioni, i fatti stanno dimostrando che non ne basteranno 300", mentre Vincenzo Pizzolo (Avs-Ecolò) si è rivolto ad alcuni consiglieri di opposizione dicendo che "se vedete elementi di opacità, andate alla Procura della Repubblica".
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