I consiglieri comunali a Palazzo Vecchio Lorenzo Masi (M5s), Dmitrij Palagi (Spc) e Cecilia Del Re (Fd) hanno riavviato l'iter per la delibera per l'istituzione di una commissione d'indagine sul restyling dello stadio Artemio Franchi, su cui è in corso il restyling.
La delibera, originariamente proposta da Alessandro Draghi (Fdi) e sottoscritta da 13 consiglieri, è stata ritirata ieri dallo stesso Draghi che ha accettato la proposta del Pd di fare degli approfondimenti ad hoc nelle commissioni consiliari. I consiglieri di Fdi hanno scelto di non sottoscrivere la nuova delibera, invece Alberto Locchi di Fi, che inizialmente sembrava non convinto, ha deciso di appoggiare l'atto: "Ho deciso di firmare, è la mia coerenza. Per correttezza mi sono confrontato con Fdi, spiegando i miei motivi", ha detto. Se non ci saranno ulteriori sorprese le firme totali saranno 9, il numero minimo per portare la delibera in Consiglio comunale. Ora sarà la conferenza dei capigruppo a stabilire la data in cui l'atto verrà discusso nell'assemblea cittadina.
"Se per qualcuno è sufficiente procedere con semplici approfondimenti nelle commissioni ordinarie, per noi non lo è - dichiarano Masi, Palagi e Del Re -. La commissione d'indagine è lo strumento previsto dal regolamento per garantire trasparenza e dare risposte alla città, riteniamo sbagliato far passare il messaggio che possa essere sostituita da un ordinario approfondimento in commissione e che l'alternativa sia la procura della Repubblica. Si tratta di uno strumento diverso per esercitare democraticamente un controllo, che può aiutare anche la maggioranza a fare chiarezza e a portare avanti quest'opera pubblica nel rispetto dei principi che governano l'impiego di ingenti finanziamenti pubblici che sono stati allocati su quest'opera e che se non utilizzati correttamente rischiano di essere in parte persi".
Secondo Draghi "riportare la richiesta in aula per farsela bocciare vuol dire mettere una pietra tombale sul tema". "Ho dato sei mesi di fiducia alla maggioranza del Comune - ha aggiunto l'esponente di Fdi - per svolgere tutti gli approfondimenti necessari e per convocare la Fiorentina e gli uffici tecnici responsabili dell'appalto. Palazzo Vecchio prevede che le proprie commissioni si riuniscano in sede referente (per svolgere accertamenti e chiedere dettagli specifici su procedure). A conclusione del lavoro è richiesta una relazione della maggioranza e una dell'opposizione. Il fatto che sia stata svolta una commissione dentro lo stadio Franchi, giustamente richiesta da tempo dal consigliere Sabatini, la crisi della società sportiva e la volontà di portare a termine i lavori il più breve tempo possibile dovrebbero spingerci a condividere i problemi e collaborare".
La delibera, originariamente proposta da Alessandro Draghi (Fdi) e sottoscritta da 13 consiglieri, è stata ritirata ieri dallo stesso Draghi che ha accettato la proposta del Pd di fare degli approfondimenti ad hoc nelle commissioni consiliari. I consiglieri di Fdi hanno scelto di non sottoscrivere la nuova delibera, invece Alberto Locchi di Fi, che inizialmente sembrava non convinto, ha deciso di appoggiare l'atto: "Ho deciso di firmare, è la mia coerenza. Per correttezza mi sono confrontato con Fdi, spiegando i miei motivi", ha detto. Se non ci saranno ulteriori sorprese le firme totali saranno 9, il numero minimo per portare la delibera in Consiglio comunale. Ora sarà la conferenza dei capigruppo a stabilire la data in cui l'atto verrà discusso nell'assemblea cittadina.
"Se per qualcuno è sufficiente procedere con semplici approfondimenti nelle commissioni ordinarie, per noi non lo è - dichiarano Masi, Palagi e Del Re -. La commissione d'indagine è lo strumento previsto dal regolamento per garantire trasparenza e dare risposte alla città, riteniamo sbagliato far passare il messaggio che possa essere sostituita da un ordinario approfondimento in commissione e che l'alternativa sia la procura della Repubblica. Si tratta di uno strumento diverso per esercitare democraticamente un controllo, che può aiutare anche la maggioranza a fare chiarezza e a portare avanti quest'opera pubblica nel rispetto dei principi che governano l'impiego di ingenti finanziamenti pubblici che sono stati allocati su quest'opera e che se non utilizzati correttamente rischiano di essere in parte persi".
Secondo Draghi "riportare la richiesta in aula per farsela bocciare vuol dire mettere una pietra tombale sul tema". "Ho dato sei mesi di fiducia alla maggioranza del Comune - ha aggiunto l'esponente di Fdi - per svolgere tutti gli approfondimenti necessari e per convocare la Fiorentina e gli uffici tecnici responsabili dell'appalto. Palazzo Vecchio prevede che le proprie commissioni si riuniscano in sede referente (per svolgere accertamenti e chiedere dettagli specifici su procedure). A conclusione del lavoro è richiesta una relazione della maggioranza e una dell'opposizione. Il fatto che sia stata svolta una commissione dentro lo stadio Franchi, giustamente richiesta da tempo dal consigliere Sabatini, la crisi della società sportiva e la volontà di portare a termine i lavori il più breve tempo possibile dovrebbero spingerci a condividere i problemi e collaborare".
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