'Inaccettabile discriminare un calciatore per nazionalità'

"Le affermazioni dell'assessore Jacopo Madau sono gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito che qui non c'entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene attribuita un'unica 'colpa', quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo". Lo afferma per Italia Viva- Casa Riformista, il consigliere regionale della Toscana, Francesco Casini.

"Se si accetta l'idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata 'non benvenuta' per la propria nazionalità o origine, si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia - prosegue Casini -. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare", inoltre "il ripetersi di messaggi di questo tipo contribuisce ad alimentare un clima che normalizza l'intolleranza e rende sempre più sottile il confine tra critica politica e razzismo. È un rischio che come società democratica dobbiamo respingere con forza, soprattutto in un momento storico così delicato".

Infine ammonisce Casini, "chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di misurare le parole e di promuovere rispetto, non esclusione. Per questo ritengo che dichiarazioni di questo tenore siano politicamente e istituzionalmente inaccettabili. La ricerca di facile visibilità o consenso non può mai giustificare affermazioni che colpiscono i principi fondamentali di convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica".
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