“Vista la diminuzione nascite è necessario ridiscutere le soglie con il ministero”

La riorganizzazione della rete ospedaliera, la gestione dei punti nascita con la chiusura di quelli che non raggiungono i numeri previsti per decreto ministeriale, la mobilità sanitaria, il piano sull'autismo quello per gli anziani, gli investimenti sul nuovo modello sanitario territoriale. Sono i temi che la Toscana dovrà affrontare nei prossimi mesi sul fronte della sanità secondo quanto spiegato dall''assessore regionale alla sanità e al welfare Monia Monni facendo il punto su strategie, priorità e problemi da affrontare nel corso della sua audizione in commissione sanità del Consiglio regionale.
    
Sui punti nascita Monni ha ricordato che Portoferraio, Barga e Borgo San Lorenzo già lavorano in deroga e che altre deroghe dovranno essere chieste soprattutto per il sud della Toscana: anche l'ospedale delle Scotte è sceso sotto le 1000 nascite l'anno.

"Visto il trend di diminuzione delle nascite - ha detto Monni - forse è necessario ridiscutere le soglie con il ministero".

Altra questione sul piatto, la ricerca di soluzioni al nodo della mobilità sanitaria. "Procederemo ad intese che elevino i controlli sulla qualità e sull'appropriatezza della prestazione - ha detto -. Ci sono atteggiamenti opportunistici forti, trasferimenti di flussi in crescita continua con prestazioni, che non sono più ad alta specialità, verso cliniche private. Questo per la Toscana, unica a essersi data un limite in entrata, e lo chiediamo in uscita, vale più di 100milioni l'anno".

Monni ha poi ricordato l'apertura entro il 31 marzo prossimo (per ottenere i finanziamenti del Pnrr) di 70 Case di comunità, con l'ingresso e l'integrazione dei medici di medicina generale. In programma, inoltre, un piano sull'autismo e un piano anziani che risponda alle nuove esigenze dettate dall'inverno demografico.
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