"Il governatore Eugenio Giani sbaglia a portare avanti la legge regionale toscana sul suicidio assistito. E' un grave errore annunciare, come ha fatto oggi di voler applicare da subito la legge, seppur amputata delle parti bocciate dalla Corte Costituzionale. La Consulta, con la sentenza 204/2025, ha stabilito che diverse disposizioni della legge regionale hanno illegittimamente invaso sfere di competenza riservate alla legislazione statale. Buon senso avrebbe voluto che la giunta toscana fermasse tutto in attesa del Parlamento". Lo afferma il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.
Stella sottolinea anche come "la decisione del governatore di annunciare le linee guida della giunta in conferenza stampa, costituisce una grave mancanza nei confronti dell'aula, dove Giani riferirà mercoledì" e che "ad essere bocciati dalla Consulta, in particolare sono stati l'articolo 2 che individua i requisiti per l'accesso al suicidio medicalmente assistito; gli articoli 5 e 6 in tutte le parti in cui prevedono stringenti termini per la verifica dei requisiti di accesso e la definizione delle modalità di attuazione e l'articolo 7, comma 1, che impegna le aziende sanitarie locali ad assicurare il supporto tecnico e farmacologico nonché l'assistenza sanitaria per la preparazione all'autosomministrazione del farmaco autorizzato. Chiediamo a Giani di sospendere l'applicazione in attesa che si legiferi a livello nazionale".
Stella sottolinea anche come "la decisione del governatore di annunciare le linee guida della giunta in conferenza stampa, costituisce una grave mancanza nei confronti dell'aula, dove Giani riferirà mercoledì" e che "ad essere bocciati dalla Consulta, in particolare sono stati l'articolo 2 che individua i requisiti per l'accesso al suicidio medicalmente assistito; gli articoli 5 e 6 in tutte le parti in cui prevedono stringenti termini per la verifica dei requisiti di accesso e la definizione delle modalità di attuazione e l'articolo 7, comma 1, che impegna le aziende sanitarie locali ad assicurare il supporto tecnico e farmacologico nonché l'assistenza sanitaria per la preparazione all'autosomministrazione del farmaco autorizzato. Chiediamo a Giani di sospendere l'applicazione in attesa che si legiferi a livello nazionale".
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