Lungo dibattito in Consiglio comunale a Firenze a proposito del nuovo regolamento dehors, che andrà al voto in serata. Tra le novità presentate dall'assessore allo sviluppo economico Jacopo Vicini c'è anche un dettaglio riguardo all'aspetto sanzionatorio: nell'autoemendamento presentato oggi infatti si fa riferimento anche al fatto che si alza la soglia minima delle sanzioni a 500 euro.
Durante la discussione sono intervenuti gran parte dei consiglieri. Per la maggioranza Luca Milani (Pd) ha detto che "il regolamento si prefigge di tenere insieme due esigenze, quelle dei residenti e dei cittadini o turisti che hanno piacere di soffermarsi all'aperto per una consumazione". Marco Semplici (lista Funaro) ha evidenziato che il regolamento ha un "valore importante per la rimodulazione delle regole, delle sanzioni e dei controlli". Caterina Arciprete di Avs-Ecolò ha sottolineato che "è positivo il non aumento dell'area soggetta a concessione nell'area Unesco". Tra le opposizioni secondo Angela Sirello, Giovanni Gandolfo, Alessandro Draghi e Matteo Chelli di Fdi è "indispensabile garantire controlli seri e il pieno rispetto delle regole". Dmitrij Palagi (Spc) ha fatto riferimento anche al fatto che non c'è stato "il coinvolgimento di tutti i Quartieri, soprattutto del Q1. Era una discussione che andava fatta". "La durata delle concessioni di 5 anni è un tempo che rischia di essere troppo poco - ha spiegato Alberto Locchi di Fi -. La proposta è portarla a 7 anni. Tale regolamento non deve diventare un percorso ad ostacoli per chi lavora onestamente". Lorenzo Masi (M5s) ha osservato che "è stato un percorso complesso, ma stavolta partecipato".
"Oggi esercitiamo la classica azione di governo della città che significa mediare tra interessi contrapposti, dovremmo farlo tutte le volte", ha commentato Paolo Bambagioni della lista Schmidt mentre il collega Eike Schmidt ha condiviso il suo "scetticismo". "Si tratta di andare ad adottare un regolamento che in realtà era scaduto da anni, il precedente regolamento dava tempi ben precisi attraverso i quali si doveva rinegoziare i modelli - ha attaccato Cecilia Del Re (Fd) -. Dispiace questo ritardo, è un ritardo cronico su tante attività inerenti lo sviluppo economico". "Siamo di fronte a un provvedimento che rischia di colpire il lavoro, l'economia di prossimità e la vitalità della città", ha detto Guglielmo Mossuto della Lega. Francesco Casini di Iv ha riconosciuto "il grande lavoro fatto da Vicini e dall'amministrazione comunale. L'unico elemento che vogliamo mettere è quello della fretta, si agisce troppo di fretta", Luca Santarelli di Noi Moderati ha contestato l'autoemendamento dicendo che "le vie" nel regolamento "sono una scelta arbitraria della giunta".
Durante la discussione sono intervenuti gran parte dei consiglieri. Per la maggioranza Luca Milani (Pd) ha detto che "il regolamento si prefigge di tenere insieme due esigenze, quelle dei residenti e dei cittadini o turisti che hanno piacere di soffermarsi all'aperto per una consumazione". Marco Semplici (lista Funaro) ha evidenziato che il regolamento ha un "valore importante per la rimodulazione delle regole, delle sanzioni e dei controlli". Caterina Arciprete di Avs-Ecolò ha sottolineato che "è positivo il non aumento dell'area soggetta a concessione nell'area Unesco". Tra le opposizioni secondo Angela Sirello, Giovanni Gandolfo, Alessandro Draghi e Matteo Chelli di Fdi è "indispensabile garantire controlli seri e il pieno rispetto delle regole". Dmitrij Palagi (Spc) ha fatto riferimento anche al fatto che non c'è stato "il coinvolgimento di tutti i Quartieri, soprattutto del Q1. Era una discussione che andava fatta". "La durata delle concessioni di 5 anni è un tempo che rischia di essere troppo poco - ha spiegato Alberto Locchi di Fi -. La proposta è portarla a 7 anni. Tale regolamento non deve diventare un percorso ad ostacoli per chi lavora onestamente". Lorenzo Masi (M5s) ha osservato che "è stato un percorso complesso, ma stavolta partecipato".
"Oggi esercitiamo la classica azione di governo della città che significa mediare tra interessi contrapposti, dovremmo farlo tutte le volte", ha commentato Paolo Bambagioni della lista Schmidt mentre il collega Eike Schmidt ha condiviso il suo "scetticismo". "Si tratta di andare ad adottare un regolamento che in realtà era scaduto da anni, il precedente regolamento dava tempi ben precisi attraverso i quali si doveva rinegoziare i modelli - ha attaccato Cecilia Del Re (Fd) -. Dispiace questo ritardo, è un ritardo cronico su tante attività inerenti lo sviluppo economico". "Siamo di fronte a un provvedimento che rischia di colpire il lavoro, l'economia di prossimità e la vitalità della città", ha detto Guglielmo Mossuto della Lega. Francesco Casini di Iv ha riconosciuto "il grande lavoro fatto da Vicini e dall'amministrazione comunale. L'unico elemento che vogliamo mettere è quello della fretta, si agisce troppo di fretta", Luca Santarelli di Noi Moderati ha contestato l'autoemendamento dicendo che "le vie" nel regolamento "sono una scelta arbitraria della giunta".
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