"In questi giorni sento" sempre di più "la necessità di questa memoria. Vediamo democrazie liberali che si trasformano in democrazie autoritarie, guardate cosa sta accadendo negli Stati Uniti. Vediamo sempre maggiore legittimazione che viene data a dittatori e tiranni, guardate cosa sta accadendo con Putin: ecco io mi rendo conto che quella spinta che portò alla democrazia e alla libertà purtroppo passo dopo passo è sempre più messa in discussione". Lo ha dichiarato il presidente della Toscana Eugenio Giani all'evento in Palazzo Vecchio per il Giorno della Memoria.
"Quando c'è un episodio di violenza va fermato - ha aggiunto -. Va fermato oggi a Minneapolis, va fermato Netanyahu quando si rende responsabile di atti che portano alla conseguenza della morte di 80.000 palestinesi a Gaza, accanto alla condanna" di ciò è accaduto ai "poveri 200 israeliani, responsabili" il 7 ottobre 2023 "solo di vivere una festa insieme senza nessun altro scopo e assolutamente indifesi".
"Il cruccio - ha spiegato il presidente della Regione - è che più passano anni più queste testimonianze non ci sono più, dobbiamo avere la forza e la costanza di riuscire a trasmettere quello che è stato il momento più drammatico dell'umanità, con 6,5 milioni di ebrei uccisi".
Giani ha ricordato che "le leggi razziali in Italia arrivarono il 5 settembre 1938. Nel 2018 ero presidente del Consiglio regionale, abbiamo ricordato le leggi razziali 80 anni dopo anche per chiedere scusa come Toscana, visto che" l'atto fu firmato "in Toscana, al Parco di San Rossore che è di proprietà della Regione" e che in passato era stata una tenuta reale.
"Alla fine del mio intervento - rievoca - mi avvicinarono due nostri dipendenti, mi chiesero 15 minuti per farmi vedere dove il re Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali. Andammo nei boschi circostanti, mi fecero vedere che firmò quell'atto vicino a un 'ponticino', questo perché era a caccia e non poteva distogliersi dalla sua passione. Quella firma fu superficiale".
"Quando c'è un episodio di violenza va fermato - ha aggiunto -. Va fermato oggi a Minneapolis, va fermato Netanyahu quando si rende responsabile di atti che portano alla conseguenza della morte di 80.000 palestinesi a Gaza, accanto alla condanna" di ciò è accaduto ai "poveri 200 israeliani, responsabili" il 7 ottobre 2023 "solo di vivere una festa insieme senza nessun altro scopo e assolutamente indifesi".
"Il cruccio - ha spiegato il presidente della Regione - è che più passano anni più queste testimonianze non ci sono più, dobbiamo avere la forza e la costanza di riuscire a trasmettere quello che è stato il momento più drammatico dell'umanità, con 6,5 milioni di ebrei uccisi".
Giani ha ricordato che "le leggi razziali in Italia arrivarono il 5 settembre 1938. Nel 2018 ero presidente del Consiglio regionale, abbiamo ricordato le leggi razziali 80 anni dopo anche per chiedere scusa come Toscana, visto che" l'atto fu firmato "in Toscana, al Parco di San Rossore che è di proprietà della Regione" e che in passato era stata una tenuta reale.
"Alla fine del mio intervento - rievoca - mi avvicinarono due nostri dipendenti, mi chiesero 15 minuti per farmi vedere dove il re Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali. Andammo nei boschi circostanti, mi fecero vedere che firmò quell'atto vicino a un 'ponticino', questo perché era a caccia e non poteva distogliersi dalla sua passione. Quella firma fu superficiale".
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