“Parlarne oggi significa anche lottare per la pace e la libertà nel mondo”

"Parlare di memoria significa ricondurre a ciò che è stato perché il futuro possa essere ispirato dai migliori comportamenti" e "dobbiamo creare gli anticorpi perché quello che è accaduto in quei campi di sterminio, in quei campi di concentramento non accada più". Lo ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani a margine dell'iniziativa a Firenze, al Teatro della Compagnia dedicata agli studenti in occasione del Giorno della memoria.
    
"Ma, contemporaneamente, significa anche" portare avanti "l'impegno contro la violenza, per il dialogo, le relazioni, la pace. Purtroppo - ha aggiunto - comportamenti esattamente antitetici da quelli che vediamo negli Stati Uniti dove una persona viene uccisa da milizie armate senza motivo solo perché stava prestando cura a una donna che era lì caduta nella sua fragilità a Minneapolis. O gli 80.000 palestinesi uccisi a Gaza", senza dimenticare i "1.200 israeliani colpiti mentre vivevano la loro festa il 7 ottobre 2023 di cui Hamas ha la totale responsabilità".

      
E, ancora, "l'Iran dove addirittura più di 30.000 persone vengono uccise in due giorni solo perché testimoniano la libertà" e "ancora la Russia con il popolo ucraino brutalmente schiacciato con cattiveria da Putin".

      
"Parlare di memoria significa parlare della Shoah - conclude -, significa ricordare la brutalità a cui ci condussero i criminali fascisti e nazisti poco più di 80 anni fa, ma significa anche lottare per la pace e la libertà nel mondo di oggi".
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