La sindaca sul caro affitti replica alla rettrice

Secco botta e risposta tra l'università e il Comune di Firenze sulla crisi abitativa che rischia di svuotare le aule, dopo quello di qualche settimana fa sul nuovo aeroporto in seguito al ricorso dell'ateneo. Gli affitti alle stelle sono un problema ben noto ai ragazzi che vorrebbero trasferirsi a studiare in città, e alle famiglie che devono sostenerli. Le testimonianze non mancano. In un'inchiesta pubblicata giovedì su Repubblica, gli studenti raccontano di stanze singole pagate anche 750 euro al mese e di condizioni abitative da incubo. Mentre gli studentati privati aperti di recente risultano inavvicinabili per la "working class". Allarme presto raccolto dalla rettrice dell'Unifi, Alessandra Petrucci, che ha ammesso «il costo insostenibile degli affitti» e il rischio che Firenze non venga scelta come città universitaria. Aggiungendo che la «crisi abitativa» è «aggravata dalla forte pressione delle locazioni turistiche». Non si è fatta attendere la replica
della sindaca Sara Funaro.

«Noi - rivendica - la nostra parte la stiamo facendo. Chiedo agli altri livelli istituzionali, chiedo all'università: che cosa stanno facendo?». La stoccata non è solo per l'ateneo: più avanti nel suo discorso Funaro includerà pure il governo. «Mi pare che le fondazioni della città, a partire dalla Fondazione Cassa di Risparmio, stiano facendo la loro parte con Monna Tessa - aggiunge - Aldilà degli allarmi, sediamoci a un tavolo e ognuno si assuma la responsabilità per la propria parte».

Funaro rivendica «lo sforzo enorme» per lo studentato pubblico che sorgerà ai Lupi di Toscana. «Di chi è il compito di fare gli studentati? - chiede - Non delle amministrazioni locali, ma noi lo abbiamo fatto perché riteniamo sia un'esigenza vera». Rivendica la scelta contenuta nel piano operativo di destinare il 20% di ogni nuova realizzazione ad affitti calmierati per famiglie e studenti e la parte di studentato a San Salvi. Una lunga risposta a Petrucci in cui ricorda i limiti imposti agli affitti brevi, conferma che ce ne saranno di nuovi, e gli investimenti, «in mancanza di risorse da parte del governo» per contributo affitti e social housing. «Siamo consapevoli - conclude - che c'è un'urgenza su cui lavorare, perb oltre a bussare alla porta del Comune, bussiamo alla porta di tutti gli altri livelli istituzionali, a
partire dal governo».

Petrucci apprende in diretta al Tgr Toscana, raccoglie l'invito della sindaca a «collaborare fattivamente, sarebbe una buona soluzione per cominciare» poi perb precisa: «L'università non ha strumenti legali che le consentono di costruire studentati. Pub essere un tramite e accollarsi le richieste dei suoi studenti: molti si sono lamentati del caro affitti o di non trovarne. I fondi del Pnrr hanno dato una spinta pere non dobbiamo fermarci a quelli e lavorare con partner privati. La Fondazione Cr Firenze ci ha dato una grande mano per Monna Tessa e così la Regione». Sul dibattito si inserisce poi la Cgil: «I costi dell'abitare e la rendita portano all'espulsione da Firenze della classe lavoratrice e degli studenti, così la città si impoverisce di saperi. È un processo complicatissimo da controllare, ma deve essere contrastato. Dobbiamo aumentare i posti per gli studenti e difendere quelli che esistono. Serve una grande vertenza su questo tema e la collaborazione tra tutti gli enti» dice il segretario generale Bernardo Marasco. Lo riporta Repubblica Firenze. 
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