La Toscana è un territorio fragile, tuttavia "abbiamo avuto la capacità negli ultimi 5 anni di intervenire con circa 200 milioni". E' quanto ha detto oggi il governatore Eugenio Giani in merito a quanto sta facendo la Regione su frane e dissesto idrogeologico.
"Ci distinguiamo a livello nazionale perché siamo gli unici ad aver innestato ormai da tempo un monitoraggio satellitare, che consente di leggere il territorio in modo tale da poter prevenire". Un sistema, in funzione dal 2018 per l'individuazione delle frane lente, ha poi spiegato prendendo a riferimento il caso-Niscemi, "che probabilmente avrebbe permesso di leggere almeno un anno prima quelli che potevano essere i movimenti franosi che poi hanno portato a ciò che abbiamo visto in questi giorni". La Toscana, ha sottolineato ancora Giani, ha fatto tutto "con risorse nostre. E' evidente che se ci fosse una legge a livello nazionale che consentisse di finanziare per le Regioni il modello satellitare di prevenzione da frane, noi faremmo un salto di qualità in Italia". Al sistema di monitoraggio viene affiancato lo studio di suscettibilità da frana, realizzato dalla commissione scientifica in seguito all'alluvione del novembre 2023, che individua le aree maggiormente predisposte all'innesco di fenomeni franosi.
Secondo l'ultimo rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico, le aree interessate da frane coprono 16,500 km quadrati, pari a oltre il 72% del territorio. Quelle a pericolosità "elevata e molto elevata" rappresentano circa il 21% della superficie regionale, percentuale superiore alla media nazionale. Per quanto riguarda la popolazione a rischio, si tratta di 181.571 abitanti per le frane e 938.199 per le alluvioni.
"Ci distinguiamo a livello nazionale perché siamo gli unici ad aver innestato ormai da tempo un monitoraggio satellitare, che consente di leggere il territorio in modo tale da poter prevenire". Un sistema, in funzione dal 2018 per l'individuazione delle frane lente, ha poi spiegato prendendo a riferimento il caso-Niscemi, "che probabilmente avrebbe permesso di leggere almeno un anno prima quelli che potevano essere i movimenti franosi che poi hanno portato a ciò che abbiamo visto in questi giorni". La Toscana, ha sottolineato ancora Giani, ha fatto tutto "con risorse nostre. E' evidente che se ci fosse una legge a livello nazionale che consentisse di finanziare per le Regioni il modello satellitare di prevenzione da frane, noi faremmo un salto di qualità in Italia". Al sistema di monitoraggio viene affiancato lo studio di suscettibilità da frana, realizzato dalla commissione scientifica in seguito all'alluvione del novembre 2023, che individua le aree maggiormente predisposte all'innesco di fenomeni franosi.
Secondo l'ultimo rapporto Ispra sul dissesto idrogeologico, le aree interessate da frane coprono 16,500 km quadrati, pari a oltre il 72% del territorio. Quelle a pericolosità "elevata e molto elevata" rappresentano circa il 21% della superficie regionale, percentuale superiore alla media nazionale. Per quanto riguarda la popolazione a rischio, si tratta di 181.571 abitanti per le frane e 938.199 per le alluvioni.
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