AGGIORNAMENTO - "Il governo italiano rispetto all'Europa è in un torpore senza fine: bisognerebbe che uscisse dal torpore e che smettesse di fare l'occhiolino a Trump ogni volta che c'è da decidere se vuoi stare con l'Europa o con gli Stati Uniti trumpiani". Lo ha affermato Dario Nardella, europarlamentare Pd, a margine 'Un manifesto per la competitività dell'Europa: The Constitution of Innovation', promosso dall'Istituto Universitario Europeo di Fiesole.
"Il presidente americano l'ha detto chiaramente - ha proseguito -, l'Europa è un problema, se non addirittura una minaccia. Una volta per tutte il governo Meloni decida se vuole stare in Europa e tutelare gli interessi italiani ed europei, oppure vuole fare il cavallo di Troia di Trump che, come abbiamo visto, vuole un'Europa divisa".
Nardella ha sottolineato che "oggi Meloni ha perso l'ennesima occasione, ha incontrato il vicepresidente Vance, poteva dirgli che non vogliamo l'Ice in Italia e invece non ha detto niente, poteva dirgli che non vogliamo i dazi americani e non gli ha detto niente, poteva dirgli che siamo stufi delle minacce di Trump sulla Groenlandia e su tante altre questioni fondamentali per l'Europa, e non gli ha detto niente. Quindi alla fine a causa di questa politica di Meloni oggi noi abbiamo un paese come l'Italia che non gioca da leader in Europa e fa il vassallo degli Stati Uniti".
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AGGIORNAMENTO - Nardella ha partecipato anche all'evento 'Un manifesto per la competitività dell'Europa: The Constitution of Innovation', promosso dall'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze).
"E' importante - ha detto - perché l'Europa è davvero sull'orlo del baratro, dobbiamo dirci le cose con grande franchezza, come lo ha detto Draghi 4 giorni fa. Se noi non smettiamo di fare regole continuamente, invece di mettere in campo politiche, e quindi di lavorare con le regole che abbiamo già, rischiamo di essere un gigante burocratico e un nano economico".
Oggi l'Europa "deve costruire un nuovo equilibrio - ha aggiunto l'eurodeputato - e lo deve fare da leader. Cosa significa? Sull'economia dobbiamo finalmente mettere in campo l'agenda Draghi che vuol dire, ad esempio, debito comune europeo. Dobbiamo avere un mercato unico che sia degno di questo nome. Oggi ci sono ancora troppe differenze. Per un imprenditore investire con regole fiscali, commerciali, in un paese membro piuttosto che in un altro, cambia completamente: E lì c'è la proposta di Letta di fare un 28/o regime a cui tutti gli Stati membri si possono affidare, in modo che chi opera nell'economia sa che ha le stesse regole".
Infine, ha sottolineato Nardella, c'è bisogno di "un'Europa politica: oggi ci sono troppe tensioni, conflitti e la regola dell'unanimità è diventata una zavorra. Basta un singolo stato, basta Malta, Cipro, oppure il solito Orban dell'Ungheria per bloccare qualunque grande decisione in ambito di politica estera o di macroeconomia. Io credo che questo manifesto possa essere una bella scossa che si aggiunge a quella di Draghi verso i leader europei che stanno dormendo troppo. Se smettono di dormire e si danno una mossa, visto che Trump ci ha suonato la sveglia, allora noi daremo un futuro all'Europa".
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Il nuovo decreto di sicurezza del governo è "un decreto tutto elettorale" e "dopo i rilievi del presidente della Repubblica è diventato un po' un decreto ristretto: per fortuna, dico io, perché c'erano molti aspetti che erano chiaramente contrari alla Costituzione". Lo ha affermato Dario Nardella, europarlamentare Pd, a margine della lezione d'apertura del nuovo ciclo della scuola di politiche europee Akademeia oggi a Firenze.
"Questo non significa - ha proseguito - che non ci voglia più attenzione, sicurezza e rigore, ma non è con nuove norme che suonano più come slogan e bandiere politiche che si risolvono i problemi. La manifestazione di Torino, dove si è consumato questo inaccettabile attacco all'agente di polizia, si poteva evitare già con gli strumenti normativi esistenti. Da sindaco, tante volte, ho avuto a che fare con manifestazioni problematiche insieme al prefetto e al questore, e abbiamo deciso di non autorizzarle".
Quindi, secondo Nardella, "bastava che il Viminale non autorizzasse quella manifestazione, visto che, come ha detto più volte il ministro Piantedosi, già sapevano, molti giorni prima, di infiltrati pericolosi. Quindi questo decreto è un decreto tutto elettorale che non risolve i problemi veri della sicurezza e della giustizia, che si dovrebbero anzitutto affrontare con una maggiore disponibilità di agenti sul territorio, che devono servire anche a prevenire situazioni di questo tipo".
“Poliziotti fiorentini spostati per Milano Cortina, è una beffa”
Lo spostamento di un centinaio di agenti di polizia fiorentini al nord per le Olimpiadi di Milano-Cortina "è un ulteriore beffa", perché "non si possono togliere ulteriori agenti alle città che già stanno soffrendo tanti problemi sulla sicurezza, perché così la situazione diventa inaccettabile".
"Ormai da anni - ha spiegato - i sindaci chiedono più forze dell'ordine. Abbiamo un problema serio di turnover, anche a Firenze, come ha detto l'amministrazione, su 61 nuovi agenti, ce ne sono stati più di 70-74 che sono andati in pensione e quindi, oltre al turnover che di fatto non colma il numero di pensionati, ci sono anche questi spostamenti di contingenti importanti che indeboliscono i presidi nelle città, quindi è davvero una beffa assurda e inaccettabile, con una prospettiva drammatica".
Nardella ha infatti osservato che, "come ha detto l'ex capo della Polizia Franco Gabrielli, tra il 2023 e il 2030 ci saranno ben 40.000 agenti di forze dell'ordine in meno. Quindi una prospettiva rispetto alla quale il governo deve mettere mano in modo urgente e non sono certo i nuovi reati introdotti ogni mese, come ha fatto il governo finora a partire dai rave party, che risolvono il problema".
"Il presidente americano l'ha detto chiaramente - ha proseguito -, l'Europa è un problema, se non addirittura una minaccia. Una volta per tutte il governo Meloni decida se vuole stare in Europa e tutelare gli interessi italiani ed europei, oppure vuole fare il cavallo di Troia di Trump che, come abbiamo visto, vuole un'Europa divisa".
Nardella ha sottolineato che "oggi Meloni ha perso l'ennesima occasione, ha incontrato il vicepresidente Vance, poteva dirgli che non vogliamo l'Ice in Italia e invece non ha detto niente, poteva dirgli che non vogliamo i dazi americani e non gli ha detto niente, poteva dirgli che siamo stufi delle minacce di Trump sulla Groenlandia e su tante altre questioni fondamentali per l'Europa, e non gli ha detto niente. Quindi alla fine a causa di questa politica di Meloni oggi noi abbiamo un paese come l'Italia che non gioca da leader in Europa e fa il vassallo degli Stati Uniti".
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AGGIORNAMENTO - Nardella ha partecipato anche all'evento 'Un manifesto per la competitività dell'Europa: The Constitution of Innovation', promosso dall'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze).
"E' importante - ha detto - perché l'Europa è davvero sull'orlo del baratro, dobbiamo dirci le cose con grande franchezza, come lo ha detto Draghi 4 giorni fa. Se noi non smettiamo di fare regole continuamente, invece di mettere in campo politiche, e quindi di lavorare con le regole che abbiamo già, rischiamo di essere un gigante burocratico e un nano economico".
Oggi l'Europa "deve costruire un nuovo equilibrio - ha aggiunto l'eurodeputato - e lo deve fare da leader. Cosa significa? Sull'economia dobbiamo finalmente mettere in campo l'agenda Draghi che vuol dire, ad esempio, debito comune europeo. Dobbiamo avere un mercato unico che sia degno di questo nome. Oggi ci sono ancora troppe differenze. Per un imprenditore investire con regole fiscali, commerciali, in un paese membro piuttosto che in un altro, cambia completamente: E lì c'è la proposta di Letta di fare un 28/o regime a cui tutti gli Stati membri si possono affidare, in modo che chi opera nell'economia sa che ha le stesse regole".
Infine, ha sottolineato Nardella, c'è bisogno di "un'Europa politica: oggi ci sono troppe tensioni, conflitti e la regola dell'unanimità è diventata una zavorra. Basta un singolo stato, basta Malta, Cipro, oppure il solito Orban dell'Ungheria per bloccare qualunque grande decisione in ambito di politica estera o di macroeconomia. Io credo che questo manifesto possa essere una bella scossa che si aggiunge a quella di Draghi verso i leader europei che stanno dormendo troppo. Se smettono di dormire e si danno una mossa, visto che Trump ci ha suonato la sveglia, allora noi daremo un futuro all'Europa".
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Il nuovo decreto di sicurezza del governo è "un decreto tutto elettorale" e "dopo i rilievi del presidente della Repubblica è diventato un po' un decreto ristretto: per fortuna, dico io, perché c'erano molti aspetti che erano chiaramente contrari alla Costituzione". Lo ha affermato Dario Nardella, europarlamentare Pd, a margine della lezione d'apertura del nuovo ciclo della scuola di politiche europee Akademeia oggi a Firenze.
"Questo non significa - ha proseguito - che non ci voglia più attenzione, sicurezza e rigore, ma non è con nuove norme che suonano più come slogan e bandiere politiche che si risolvono i problemi. La manifestazione di Torino, dove si è consumato questo inaccettabile attacco all'agente di polizia, si poteva evitare già con gli strumenti normativi esistenti. Da sindaco, tante volte, ho avuto a che fare con manifestazioni problematiche insieme al prefetto e al questore, e abbiamo deciso di non autorizzarle".
Quindi, secondo Nardella, "bastava che il Viminale non autorizzasse quella manifestazione, visto che, come ha detto più volte il ministro Piantedosi, già sapevano, molti giorni prima, di infiltrati pericolosi. Quindi questo decreto è un decreto tutto elettorale che non risolve i problemi veri della sicurezza e della giustizia, che si dovrebbero anzitutto affrontare con una maggiore disponibilità di agenti sul territorio, che devono servire anche a prevenire situazioni di questo tipo".
“Poliziotti fiorentini spostati per Milano Cortina, è una beffa”
Lo spostamento di un centinaio di agenti di polizia fiorentini al nord per le Olimpiadi di Milano-Cortina "è un ulteriore beffa", perché "non si possono togliere ulteriori agenti alle città che già stanno soffrendo tanti problemi sulla sicurezza, perché così la situazione diventa inaccettabile".
"Ormai da anni - ha spiegato - i sindaci chiedono più forze dell'ordine. Abbiamo un problema serio di turnover, anche a Firenze, come ha detto l'amministrazione, su 61 nuovi agenti, ce ne sono stati più di 70-74 che sono andati in pensione e quindi, oltre al turnover che di fatto non colma il numero di pensionati, ci sono anche questi spostamenti di contingenti importanti che indeboliscono i presidi nelle città, quindi è davvero una beffa assurda e inaccettabile, con una prospettiva drammatica".
Nardella ha infatti osservato che, "come ha detto l'ex capo della Polizia Franco Gabrielli, tra il 2023 e il 2030 ci saranno ben 40.000 agenti di forze dell'ordine in meno. Quindi una prospettiva rispetto alla quale il governo deve mettere mano in modo urgente e non sono certo i nuovi reati introdotti ogni mese, come ha fatto il governo finora a partire dai rave party, che risolvono il problema".
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