“Il caso del cosiddetto cubo nero non è un episodio isolato a Firenze, ma l’ennesimo figlio di una stagione caratterizzata da scelte urbanistiche sbagliate e prive di una necessaria visione per la città. Affari miliardari che hanno avuto padrini politici che non si sono scomposti, anzi, di fronte alla conversione di immobili pubblici in mere operazioni di profitto, senza alcun reale beneficio per Firenze, sono stati portati avanti per anni. Le trasformazioni urbane, realizzate anche attraverso capitali privati, devono restituire valore alla città, non sottrarlo. Speriamo che restino solamente un ricordo i desolanti tempi che hanno visto il susseguirsi di casi urbanistici a dir poco discutibili, dal convento di Santo Spirito, all’Ospedale Militare, passando per la caserma di Costa San Giorgio, e che da oggi sia fatta completa luce sul cubo nero”. Lo scrive, in una nota, il senatore fiorentino e capogruppo della commissione Cultura di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi. 

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