Un atto d'accusa contro l'attuale Ue troppo regolatrice, troppo dispersiva, troppo poco concentrata su crescita e innovazione: è il manifesto 'The Constitution of Innovation' realizzato dagli accademici Luis Garicano, Nicolas Petit e il premio Nobel Bengt Holmström, e presentato oggi a Firenze nel corso di un evento organizzato dalla Florence school of transnational Governance dell'Istituto Universitario Europeo. Per invertire la rotta Garicano, Holmström e Petit propongono sei riforme concrete.
Fra queste, sostituire le direttive con regolamenti uniformi, così da evitare 27 versioni diverse delle stesse norme; creare tribunali commerciali specializzati che, in pochi mesi, possano abbattere le barriere al commercio nel mercato unico; introdurre una vera 'prelazione' federale per cui, nelle materie economiche di competenza Ue, le norme nazionali cessano di applicarsi. Gli autori chiedono poi un 'ventottesimo regime' opzionale di diritto societario europeo, semplice, pienamente digitale e appetibile per startup e venture capital, capace di offrire alle imprese una corsia unica paneuropea senza obbligare gli Stati a rinunciare alle proprie tradizioni giuridiche.
Invitano inoltre l'Ue a smettere di duplicare istituzioni esistenti e a riformare il processo legislativo, con clausole di tramonto e vere analisi costi‑benefici che costringano Parlamento e Consiglio a esplicitare gli oneri di ogni nuova legge.
Fra queste, sostituire le direttive con regolamenti uniformi, così da evitare 27 versioni diverse delle stesse norme; creare tribunali commerciali specializzati che, in pochi mesi, possano abbattere le barriere al commercio nel mercato unico; introdurre una vera 'prelazione' federale per cui, nelle materie economiche di competenza Ue, le norme nazionali cessano di applicarsi. Gli autori chiedono poi un 'ventottesimo regime' opzionale di diritto societario europeo, semplice, pienamente digitale e appetibile per startup e venture capital, capace di offrire alle imprese una corsia unica paneuropea senza obbligare gli Stati a rinunciare alle proprie tradizioni giuridiche.
Invitano inoltre l'Ue a smettere di duplicare istituzioni esistenti e a riformare il processo legislativo, con clausole di tramonto e vere analisi costi‑benefici che costringano Parlamento e Consiglio a esplicitare gli oneri di ogni nuova legge.
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