Fdi e Italo Bocchino "possono celebrare" il Giorno del ricordo "con noi, non ci sono problemi, non sono argomenti su questa materia da strumentalizzare". Lo ha detto a margine di un evento a Firenze il governatore della Toscana Eugenio Giani, commentando le parole di Italo Bocchino, oggi sulle colonne del Corriere della Sera, che ha fatto sapere che parteciperà comunque, in qualche forma, alla seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana, nonostante la decisione della presidente Stefania Saccardi di escludere il suo intervento.
"Io sono molto attento al Giorno del ricordo - ha aggiunto -. Tutti gli anni ho portato il mio tributo il 10 febbraio a coloro che solo perché italiani furono destinati" in migliaia, "alle foibe e 350.000 furono costretti a abbandonare i loro territori storicamente italiani per una situazione che si venne a determinare nel caos della Seconda guerra mondiale". "Del resto - prosegue - i fascisti ci avevano portato alla sconfitta e l'Italia viveva allora il più profondo disorientamento anche nelle modalità con cui tutelare i propri territori".
Secondo Giani, "Pola è una città italiana, è riferimento anche nella Divina Commedia da parte di Dante Alighieri dei confini di quella che poteva essere conosciuta come Italia. E quindi il Giorno del ricordo va celebrato senza polemiche politiche, ma proprio nell'atto del ricordo di quanto di quanti hanno lasciato la vita in quel contesto".
"Se si vogliono fare strumentalizzazioni, si facciano ma io non ci cado. Quello che è importante è il 10 febbraio essere tutti al ricordo di quanti hanno perso la vita. E io - conclude - sarò a Trespiano a ricordare quei giuliano-dalmati che sono sepolti nel nostro principale cimitero a Firenze e poi in Consiglio regionale a testimoniare quanto ho detto".
Sulla presenza di Bocchino ha parlato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci, di Fratelli d'Italia: "Ad ora non è stata inviata alcuna comunicazione ufficiale. La presidenza" dell'Assemblea toscana, "ha convocato l'Ufficio di presidenza per domani alle 12. Pertanto, al momento, resta in vigore quanto già deciso e programmato giovedì scorso. Domani Italo Bocchino sarà regolarmente alla seduta del Consiglio regionale toscano come da invito ricevuto. Qualcuno dovrà poi assumersi la piena responsabilità, politica e istituzionale, di impedirgli eventualmente di parlare, contravvenendo platealmente a quanto già previsto e stabilito".
"Io sono molto attento al Giorno del ricordo - ha aggiunto -. Tutti gli anni ho portato il mio tributo il 10 febbraio a coloro che solo perché italiani furono destinati" in migliaia, "alle foibe e 350.000 furono costretti a abbandonare i loro territori storicamente italiani per una situazione che si venne a determinare nel caos della Seconda guerra mondiale". "Del resto - prosegue - i fascisti ci avevano portato alla sconfitta e l'Italia viveva allora il più profondo disorientamento anche nelle modalità con cui tutelare i propri territori".
Secondo Giani, "Pola è una città italiana, è riferimento anche nella Divina Commedia da parte di Dante Alighieri dei confini di quella che poteva essere conosciuta come Italia. E quindi il Giorno del ricordo va celebrato senza polemiche politiche, ma proprio nell'atto del ricordo di quanto di quanti hanno lasciato la vita in quel contesto".
"Se si vogliono fare strumentalizzazioni, si facciano ma io non ci cado. Quello che è importante è il 10 febbraio essere tutti al ricordo di quanti hanno perso la vita. E io - conclude - sarò a Trespiano a ricordare quei giuliano-dalmati che sono sepolti nel nostro principale cimitero a Firenze e poi in Consiglio regionale a testimoniare quanto ho detto".
Sulla presenza di Bocchino ha parlato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci, di Fratelli d'Italia: "Ad ora non è stata inviata alcuna comunicazione ufficiale. La presidenza" dell'Assemblea toscana, "ha convocato l'Ufficio di presidenza per domani alle 12. Pertanto, al momento, resta in vigore quanto già deciso e programmato giovedì scorso. Domani Italo Bocchino sarà regolarmente alla seduta del Consiglio regionale toscano come da invito ricevuto. Qualcuno dovrà poi assumersi la piena responsabilità, politica e istituzionale, di impedirgli eventualmente di parlare, contravvenendo platealmente a quanto già previsto e stabilito".
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