AGGIORNATA - Per i consiglieri di Avs Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti "il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge al Parlamento che chiede di riconoscere formalmente lo Stato di Palestina. Un atto giusto, sacrosanto, tardivo ma necessario. Una posizione che rispetta tutte le risoluzioni Onu e gli atti parlamentari e regionali".
Per il consigliere Pd,Antonio Mazzeo "non è un gesto simbolico: è una scelta politica chiara, coerente con la storia e i valori della Toscana. Una terra che ha sempre scelto la pace, la giustizia e la convivenza tra i popoli". I consiglieri di Casa Riformista, Francesco Casini, Federico Eligi, Stefania Saccardi e Vittorio Salotti rivendicano, in una nota, che il via libera alla legge è stato reso possibile grazie a un emendamento proposto da Cr e presentato dal presidente della Regione Eugenio Giani. "Abbiamo contribuito in modo determinante a costruire una proposta più completa e coerente", dichiarano. Luca Rossi Romanelli (M5s) ha parlato di "un atto politico forte, che va oltre il suo valore simbolico, che conferma la vocazione pacifica della nostra regione e ci mette dalla parte del diritto internazionale".
Per il consigliere di Forza Italia, Jacopo Ferri, "le modifiche proposte in extremis dalla maggioranza hanno allineato di fatto le posizioni della Toscana ai contenuti e agli intendimenti già espressi dal centrodestra in Parlamento con appositi ed appropriati atti". Per Alessandro Tomasi (Fdi), "il dibattito in aula è stato duro, intenso, ma noi non scordiamo le strumentalizzazioni politiche durante la campagna elettorale che ci volevano additare come criminali, complici di un genocidio e accusare il Governo per strappare qualche voto in più".
In una nota, il consigliere Fdi, Jacopo Cellai ha evidenziato che "mentre il presidente Giani impegna il suo tempo presentando leggi per riconoscere lo Stato della Palestina", il presidente emiliano Michele De Pascale "mettendo al primo posto la sicurezza dei cittadini, si è detto favorevole ad aprire un tavolo di confronto con il Governo, valutando anche la realizzazione di un Cpr nella propria regione".
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AGGIORNATA - Durante il lungo dibattito in aula la capogruppo Fdi, Chiara La Porta è intervenuta sottolineando gli "imbarazzi interni alla maggioranza sugli emendamenti perché noi in commissione abbiamo sostenuto che il Consiglio della Toscana non potesse proporre la capitale in Gerusalemme est, ci avete detto che andava lasciato e ora l'emendamento di Giani dice quello che indicavamo in commissione. Non è Fdi o la minoranza che deve far pace con la propria coerenza è la maggioranza che all'interno ha problemi di coerenza".
Nel merito, La Porta ha parlato di un "atto strumentale" perché "dovremmo prendere coscienza del luogo in cui siamo, siamo consiglieri della Toscana e non presentare 'atti-bandierina' pensando di poterci sostituire al Parlamento". Il capogruppo Pd, Simone Bezzini ha sottolineato che "se venisse approvata questa legge noi saremo la prima Regione ad assumere un'iniziativa formale su questa materia e per me questo è un tratto caratterizzante in senso positivo e non per logiche di parte". Il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi ha quindi chiesto un'interruzione dei lavori per "riunire le forze di opposizione perché l'emendamento cambia, nella sostanza, la proposta di legge".
Il centrodestra si è riunito per circa mezz'ora. Rientrati in aula, Tomasi ha spiegato che "all'inizio quando la proposta è stata presentata eravamo orientati per un voto contrario nel merito, nel metodo" e per una sorta di "strumentalizzazione politica. Parlando tra di noi e trovando una sintesi - ha aggiunto - pur riconoscendo l'importanza del tema siamo arrivati alla sintesi di rimanere in aula ma non partecipare al volo". Chiudendo il dibattito, Giani ha detto di ritenere che "lo Stato italiano non possa venire meno a un riconoscimento che ormai è di tutti gli altri Paesi europei a noi prossimi. Sento che è il momento e ogni minuto che perde la presidente Meloni è un momento in cui veniamo meno alla caratteristiche che l'Italia ha sullo scenario internazionale".
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"L'Italia riconosce lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente entro i confini che si conformino alle risoluzioni delle Nazioni unite e al diritto internazionale": è quanto prevede il primo e unico articolo della proposta di legge al Parlamento approvata dal Consiglio regionale della Toscana con il voto della maggioranza (23 i sì di Pd, M5s, Cr, Avs), la non partecipazione al voto di Fdi, Fi e di Futuro Nazionale (13 votanti) e zero voti contrari. "Siamo la prima regione in Italia a farlo" ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani.
La proposta di legge è stata approvata al termine di un lungo dibattito in aula che ha registrato anche un'interruzione dei lavori nel tardo pomeriggio per permettere ai gruppi di minoranza di riunirsi a decidere se e come votare l'atto modificato con un emendamento presentato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani direttamente in aula, durante la discussione. Il testo presentato inizialmente chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina "con capitale Gerusalemme Est" come Stato sovrano e indipendente "entro i confini del 1967".
L'emendamento di Giani ha apportato due modifiche eliminando il riferimento alla capitale e ai confini del 1967. La modifica del testo ha quindi convinto il centrodestra, intenzionato in un primo momento a votare contro, a non partecipare alla votazione rimanendo però in aula. L'assemblea ha approvato l'emendamento del presidente Giani e respinto un altro emendamento di Fdi che chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina "nel rispetto dell'integrità territoriale e dei diritti alla sicurezza dei Paesi confinanti".
Per il consigliere Pd,Antonio Mazzeo "non è un gesto simbolico: è una scelta politica chiara, coerente con la storia e i valori della Toscana. Una terra che ha sempre scelto la pace, la giustizia e la convivenza tra i popoli". I consiglieri di Casa Riformista, Francesco Casini, Federico Eligi, Stefania Saccardi e Vittorio Salotti rivendicano, in una nota, che il via libera alla legge è stato reso possibile grazie a un emendamento proposto da Cr e presentato dal presidente della Regione Eugenio Giani. "Abbiamo contribuito in modo determinante a costruire una proposta più completa e coerente", dichiarano. Luca Rossi Romanelli (M5s) ha parlato di "un atto politico forte, che va oltre il suo valore simbolico, che conferma la vocazione pacifica della nostra regione e ci mette dalla parte del diritto internazionale".
Per il consigliere di Forza Italia, Jacopo Ferri, "le modifiche proposte in extremis dalla maggioranza hanno allineato di fatto le posizioni della Toscana ai contenuti e agli intendimenti già espressi dal centrodestra in Parlamento con appositi ed appropriati atti". Per Alessandro Tomasi (Fdi), "il dibattito in aula è stato duro, intenso, ma noi non scordiamo le strumentalizzazioni politiche durante la campagna elettorale che ci volevano additare come criminali, complici di un genocidio e accusare il Governo per strappare qualche voto in più".
In una nota, il consigliere Fdi, Jacopo Cellai ha evidenziato che "mentre il presidente Giani impegna il suo tempo presentando leggi per riconoscere lo Stato della Palestina", il presidente emiliano Michele De Pascale "mettendo al primo posto la sicurezza dei cittadini, si è detto favorevole ad aprire un tavolo di confronto con il Governo, valutando anche la realizzazione di un Cpr nella propria regione".
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AGGIORNATA - Durante il lungo dibattito in aula la capogruppo Fdi, Chiara La Porta è intervenuta sottolineando gli "imbarazzi interni alla maggioranza sugli emendamenti perché noi in commissione abbiamo sostenuto che il Consiglio della Toscana non potesse proporre la capitale in Gerusalemme est, ci avete detto che andava lasciato e ora l'emendamento di Giani dice quello che indicavamo in commissione. Non è Fdi o la minoranza che deve far pace con la propria coerenza è la maggioranza che all'interno ha problemi di coerenza".
Nel merito, La Porta ha parlato di un "atto strumentale" perché "dovremmo prendere coscienza del luogo in cui siamo, siamo consiglieri della Toscana e non presentare 'atti-bandierina' pensando di poterci sostituire al Parlamento". Il capogruppo Pd, Simone Bezzini ha sottolineato che "se venisse approvata questa legge noi saremo la prima Regione ad assumere un'iniziativa formale su questa materia e per me questo è un tratto caratterizzante in senso positivo e non per logiche di parte". Il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi ha quindi chiesto un'interruzione dei lavori per "riunire le forze di opposizione perché l'emendamento cambia, nella sostanza, la proposta di legge".
Il centrodestra si è riunito per circa mezz'ora. Rientrati in aula, Tomasi ha spiegato che "all'inizio quando la proposta è stata presentata eravamo orientati per un voto contrario nel merito, nel metodo" e per una sorta di "strumentalizzazione politica. Parlando tra di noi e trovando una sintesi - ha aggiunto - pur riconoscendo l'importanza del tema siamo arrivati alla sintesi di rimanere in aula ma non partecipare al volo". Chiudendo il dibattito, Giani ha detto di ritenere che "lo Stato italiano non possa venire meno a un riconoscimento che ormai è di tutti gli altri Paesi europei a noi prossimi. Sento che è il momento e ogni minuto che perde la presidente Meloni è un momento in cui veniamo meno alla caratteristiche che l'Italia ha sullo scenario internazionale".
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"L'Italia riconosce lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente entro i confini che si conformino alle risoluzioni delle Nazioni unite e al diritto internazionale": è quanto prevede il primo e unico articolo della proposta di legge al Parlamento approvata dal Consiglio regionale della Toscana con il voto della maggioranza (23 i sì di Pd, M5s, Cr, Avs), la non partecipazione al voto di Fdi, Fi e di Futuro Nazionale (13 votanti) e zero voti contrari. "Siamo la prima regione in Italia a farlo" ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani.
La proposta di legge è stata approvata al termine di un lungo dibattito in aula che ha registrato anche un'interruzione dei lavori nel tardo pomeriggio per permettere ai gruppi di minoranza di riunirsi a decidere se e come votare l'atto modificato con un emendamento presentato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani direttamente in aula, durante la discussione. Il testo presentato inizialmente chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina "con capitale Gerusalemme Est" come Stato sovrano e indipendente "entro i confini del 1967".
L'emendamento di Giani ha apportato due modifiche eliminando il riferimento alla capitale e ai confini del 1967. La modifica del testo ha quindi convinto il centrodestra, intenzionato in un primo momento a votare contro, a non partecipare alla votazione rimanendo però in aula. L'assemblea ha approvato l'emendamento del presidente Giani e respinto un altro emendamento di Fdi che chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina "nel rispetto dell'integrità territoriale e dei diritti alla sicurezza dei Paesi confinanti".
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