"Beppe Matulli ha vissuto la politica come responsabilità piena: la responsabilità di decidere, ma anche quella di spiegare, di ascoltare, di assumersi il peso delle conseguenze. Per lui amministrare voleva dire tenere insieme visione e concretezza, istituzioni e società, memoria e futuro". Così la sindaca di Firenze Sara Funaro intervenendo a Palazzo Vecchio all'evento 'L'eredità pubblica di Beppe Matulli', a due anni dalla morte dell'ex vicesindaco di Firenze, avvenuta l'11 febbraio 2024.
"Ricordare Matulli non è solo un esercizio di memoria ma vuol dire riconoscere un punto di riferimento, una figura che ha saputo coniugare rigore, senso delle istituzioni e profondità culturale - aggiunge in una nota la sindaca -. E riaffermare, nel contempo, l'idea di una politica che non rinuncia alla complessità, che si fonda sulla conoscenza e che considera la storia una risorsa essenziale per costruire il futuro della comunità. Custodire la memoria non significa voltarsi indietro ma dotarsi degli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del presente".
Per Funaro "ancora oggi se guardiamo all'eredità importante che ci ha lasciato vediamo un'idea di politica capace di guardare oltre l'immediato, di misurarsi con la complessità senza arretrare. Non possiamo non pensare a scelte fondamentali come quella di avviare il sistema tramviario fiorentino, una decisione che allora richiese coraggio, capacità di mediazione e determinazione e che oggi vive come parte integrante della città".
Funaro ricorda le due dimensioni che sono sempre state care a Matulli ovvero "la riflessione critica e la custodia della memoria".
Tra i presenti anche il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione.
"Ricordare Matulli non è solo un esercizio di memoria ma vuol dire riconoscere un punto di riferimento, una figura che ha saputo coniugare rigore, senso delle istituzioni e profondità culturale - aggiunge in una nota la sindaca -. E riaffermare, nel contempo, l'idea di una politica che non rinuncia alla complessità, che si fonda sulla conoscenza e che considera la storia una risorsa essenziale per costruire il futuro della comunità. Custodire la memoria non significa voltarsi indietro ma dotarsi degli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del presente".
Per Funaro "ancora oggi se guardiamo all'eredità importante che ci ha lasciato vediamo un'idea di politica capace di guardare oltre l'immediato, di misurarsi con la complessità senza arretrare. Non possiamo non pensare a scelte fondamentali come quella di avviare il sistema tramviario fiorentino, una decisione che allora richiese coraggio, capacità di mediazione e determinazione e che oggi vive come parte integrante della città".
Funaro ricorda le due dimensioni che sono sempre state care a Matulli ovvero "la riflessione critica e la custodia della memoria".
Tra i presenti anche il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione.
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