Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani lancia un appello netto: le opere per la viabilità di Firenze non possono restare ostaggio dei “comitati del no”.
«In una città che si lamenta di traffico e cantieri — osserva — abbiamo diversi monumenti all’interruzione: progetti fermati a metà».
I cinque casi simbolo
Giani cita cinque interventi rimasti incompiuti o bloccati:
Viale XI Agosto: la strada si interrompe davanti alla Scuola Marescialli, mentre il progetto originario prevedeva il prolungamento verso Careggi, alleggerendo il traffico attorno al polo ospedaliero. «Avevo già stanziato risorse ai tempi del sindaco Dario Nardella, e sono pronto a farlo ancora».
Viadotto all’Indiano: mancata la breve connessione verso l’autostrada che avrebbe fluidificato un tratto oggi spesso congestionato.
Viale Marco Polo: il viadotto tra Firenze Sud e il lungarno, la cui prosecuzione fu fermata — ricorda Giani — dall’opposizione di un comitato mentre l’opera era in fase di realizzazione.
Viale dei Colli bis (bypass del Galluzzo): progettato quando Giani era assessore, è stato completato solo in parte (circolare “da Bibe”), senza la prosecuzione che avrebbe alleggerito via Senese e il traffico verso il Poggio Imperiale.
Via Vittorio Emanuele: il passaggio a livello chiuso con la promessa di un sottopasso mai realizzato, con pesanti ricadute sulla zona delle Cure e sui collegamenti verso il Museo Stibbert e Rifredi. «Oggi resta un ingorgo costante».
Lo sguardo al futuro
Il governatore guarda anche ai progetti in corso, in particolare al collegamento tra via Pistoiese e via Pratese, che — sostiene — non deve arenarsi per nuove opposizioni. L’opera, secondo Giani, alleggerirebbe via Baracca e consentirebbe di uscire dalla città senza transitare da via Ponte alle Mosse.
Il messaggio è prima di tutto politico: «Non si può concepire la costruzione della città sui no. I comitati difendono interessi particolari; chi governa deve guardare all’interesse generale».
La Regione si dice pronta a finanziare gli interventi: «Basta una richiesta del Comune e si può rimettere in moto tutto. Come ho trovato 30 milioni per viale Rosselli–Porta al Prato, posso mettere altre risorse. Migliorare gli accessi a Careggi è strategico per chi gestisce la sanità».
Più auto, stesse strade
Giani ricorda infine un dato strutturale: vent’anni fa Firenze contava 590 auto ogni 1000 abitanti, oggi sono 630, mentre la rete stradale è rimasta sostanzialmente invariata. «Non dico che servano grandi strade in una città delicata come la nostra, ma occorre la consapevolezza che una viabilità maggiore è necessaria».
Un appello alla politica perché superi lo stallo decisionale e restituisca alla città opere rimaste sospese tra progetti, proteste e rinvii.
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