"A tre mesi dal voto, con le primarie in via di convocazione per il prossimo 29 marzo, ancora non è chiaro quale sia la strada che la segreteria voglia intraprendere. Ieri sera, nonostante gli appelli all'unità del presidente Giani, è stato approvato un mistificatorio documento contro la possibile candidatura a sindaca di Claudia Pecchioli, figura autorevole e apprezzata in città che ha raccolto il consenso di oltre il 40% degli iscritti al partito (quasi un centinaio) e che, a norma di statuto, rimane candidata alle eventuali primarie di coalizione". È quanto dichiara il consigliere comunale del Pd a Sesto Fiorentino Giacomo Trallori dopo che ieri, in occasione dell'assemblea dei dem, è stata ribadita la volontà di una parte di iscritti di candidare a sindaca alle prossime elezioni Claudia Pecchioli: tale proposta però al momento non riscuoterebbe consenso da parte dei vertici del Pd di Sesto.
Trallori, che sostiene Pecchioli, ribadisce però in una nota che quella "candidatura è in campo e gode della legittimazione del partito e della città e, secondo lo statuto che regola la nostra comunità democratica, l'atto votato ieri sera è totalmente inefficace. Il Pd non è a disposizione dell'arbitrio di un gruppo di persone che agiscono con atti di autoreferenziale prepotenza che anche nel recente passato hanno marginalizzato la nostra forza politica relegandola a risultati elettorali insoddisfacenti".
"Per rispetto degli iscritti, della dignità del partito e dell'appello all'unità fatto dal presidente Giani ieri sera, abbiamo scelto di non partecipare a un atto politicamente gravissimo, privo di valore formale, oltraggioso nei confronti della nostra comunità - spiega ancora Trallori -. Questo atto violento e punitivo contro una sola persona tradisce lo spirito con cui la comunità del Pd ha sostenuto una propria candidatura: provare a rilanciare l'azione del Partito all'interno della città da protagonista e non da gregario delle altre forze politiche".
Trallori, che sostiene Pecchioli, ribadisce però in una nota che quella "candidatura è in campo e gode della legittimazione del partito e della città e, secondo lo statuto che regola la nostra comunità democratica, l'atto votato ieri sera è totalmente inefficace. Il Pd non è a disposizione dell'arbitrio di un gruppo di persone che agiscono con atti di autoreferenziale prepotenza che anche nel recente passato hanno marginalizzato la nostra forza politica relegandola a risultati elettorali insoddisfacenti".
"Per rispetto degli iscritti, della dignità del partito e dell'appello all'unità fatto dal presidente Giani ieri sera, abbiamo scelto di non partecipare a un atto politicamente gravissimo, privo di valore formale, oltraggioso nei confronti della nostra comunità - spiega ancora Trallori -. Questo atto violento e punitivo contro una sola persona tradisce lo spirito con cui la comunità del Pd ha sostenuto una propria candidatura: provare a rilanciare l'azione del Partito all'interno della città da protagonista e non da gregario delle altre forze politiche".
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