Il senatore di Fratelli d’Italia parla di “sistema” e cita l’indagine sul “cubo nero”: «La città svenduta in nome del profitto»

Duro intervento del senatore fiorentino Paolo Marcheschi, capogruppo in commissione Cultura per Fratelli d'Italia, che in una nota critica la sinistra cittadina sulle scelte urbanistiche compiute negli anni a Firenze.

«Oltre l’imbarazzante»

“La sinistra che oggi tenta di smarcarsi da scelte urbanistiche che, negli anni, sono state figlie di certe politiche, va oltre l’imbarazzante. Sconcerta”, scrive Marcheschi.

Secondo il senatore, le decisioni contestate non sarebbero state episodiche, ma parte di “un vero e proprio sistema” denunciato da tempo dal centrodestra.

“Quelle scelte – prosegue – sono state narrate come progressiste, ma nei fatti discutibili. Più e più volte abbiamo sostenuto che mancasse una visione complessiva e che l’urbanistica a Firenze stesse virando, pezzo per pezzo, verso grandi interessi internazionali che, senza condannarli a priori, non hanno portato benefici alla collettività”.

Il riferimento all’indagine sul “cubo nero”

Marcheschi richiama anche l’indagine in corso sul cosiddetto “cubo nero”, che – secondo il parlamentare – “sta accendendo un faro su quel sistema che per troppo tempo è stato raccontato come inevitabile modernizzazione, oggi invece negata”.

Per l’esponente di Fratelli d’Italia, la città sarebbe stata “svenduta attraverso una logica di mero profitto”, mentre oggi la sinistra cercherebbe di prendere le distanze da quelle stesse scelte.

«Serve coerenza»

“La sinistra dovrebbe avere almeno il coraggio di difendere la propria visione con coerenza; invece preferisce ricorrere al solito scaricabarile”, conclude Marcheschi.

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