"Fratelli d'Italia prima presenta una mozione per etichettare le scuole di Bagno a Ripoli (Firenze) come 'di sinistra', 'woke' o 'antifasciste', poi la ritira e si dichiara vittima. Una retromarcia che dice tutto. Hanno provato a trasformare le scuole pubbliche in un elenco da schedare, salvo accorgersi che cittadini, famiglie e insegnanti non erano disposti ad accettare una simile forzatura ideologica. A quel punto, invece di assumersi la responsabilità di una proposta sbagliata, hanno preferito gridare alle 'minacce' e alla 'strumentalizzazione'". Così il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi.
    
"Non è mancato il dibattito - aggiunge in una nota -. È mancato il coraggio di difendere nel merito un'idea indifendibile. Quando si gioca con provocazioni di questo livello, bisogna essere pronti a sostenerle. Altrimenti si fa solo una pessima figura. Del resto, la destra ha un vizio antico: bollare come violento chiunque osi dissentire. È il copione classico di chi non riesce a reggere il confronto nel merito: trasformare le critiche legittime dei cittadini in 'minacce', e le reazioni popolari in 'clima di intimidazione'". Un modo comodo per non rispondere delle proprie idee".

Per Fossi, "la scuola pubblica non si etichetta e non si divide. Si sostiene, si valorizza, si ascolta. Le sceneggiate servono a poco. La Toscana continuerà a difendere la libertà educativa e la dignità delle sue comunità, senza cedere a provocazioni che nascono già con la data di scadenza stampata sopra".
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