"La Toscana non ha fatto un annuncio simbolico sul salario minimo negli appalti pubblici, ha fatto una scelta politica, con la legge del 2025 abbiamo introdotto un criterio premiale che valorizza le imprese che garantiscono almeno 9 euro l'ora. Non è un'imposizione ideologica e nemmeno una misura propagandistica, è una meccanismo coerente con il codice degli appalti e con un percorso che questa Regione porta avanti da anni. La norma non si applica automaticamente a tutte le gare. Dall'approvazione delle legge sono state bandite 12 procedure nelle quali la norma non trovava applicazione. Questo non significa che la legge non venga applicata ma che deve applicarsi non in modo forzato". Lo ha detto Alberto Lenzi, assessore regionale al lavoro rispondendo a un'interrogazione in Consiglio regionale di Forza Italia sulla mancata applicazione della legge regionale sul salario minimo negli appalti pubblici.
"A quasi un anno dall'approvazione della legge regionale sul salario minimo in Toscana, il risultato è sotto gli occhi di tutti: zero applicazioni concrete negli appalti pubblici - commentano i consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri, firmatari dell'interrogazione -. Dodici procedure di gara successive all'entrata in vigore della norma non riportano alcuna effettiva attuazione del tanto sbandierato salario minimo regionale. Altro che svolta storica. Altro che tutela dei lavoratori. Quella che doveva essere una rivoluzione contro il lavoro povero si è rivelata per ciò che è: pura propaganda politica".
Per Stella e Ferri "la sinistra ha costruito una campagna mediatica su una legge che, nei fatti, non viene applicata. Nessuna clausola realmente vincolante, nessun sistema serio di controllo, nessuna verifica concreta. Solo annunci, conferenze stampa e dichiarazioni trionfalistiche. I lavoratori toscani meritano rispetto, non slogan".
"A quasi un anno dall'approvazione della legge regionale sul salario minimo in Toscana, il risultato è sotto gli occhi di tutti: zero applicazioni concrete negli appalti pubblici - commentano i consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri, firmatari dell'interrogazione -. Dodici procedure di gara successive all'entrata in vigore della norma non riportano alcuna effettiva attuazione del tanto sbandierato salario minimo regionale. Altro che svolta storica. Altro che tutela dei lavoratori. Quella che doveva essere una rivoluzione contro il lavoro povero si è rivelata per ciò che è: pura propaganda politica".
Per Stella e Ferri "la sinistra ha costruito una campagna mediatica su una legge che, nei fatti, non viene applicata. Nessuna clausola realmente vincolante, nessun sistema serio di controllo, nessuna verifica concreta. Solo annunci, conferenze stampa e dichiarazioni trionfalistiche. I lavoratori toscani meritano rispetto, non slogan".
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