Il leader della Lega e vicepremier oggi nel capoluogo toscano è intervenuto sulla questione dopo le discussioni fra maggioranza e opposizione in Comune

"Ognuno è libero di credere nel Dio che vuole, a differenza che in Iran. Io sono cattolico ma non punisco chi non la pensa come me o non voglio obbligare nessuno a far niente contro voglia. Non mettere i crocifissi significa negare la nostra cultura". Così il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, rispondendo stamani a una domanda a Firenze dove nei giorni scorsi ci sono state sia polemiche per la bocciatura di una mozione, che era stata presentata per introdurre il crocifisso e il presepe a scuola, sia critiche al preside di un istituto che ha dato una stanza agli studenti musulmani per la preghiera del Ramadan.
       
"Non ascoltino Salvini - ha detto il segretario della Lega - ma ascoltino Benedetto Croce, perché non possiamo non dirci cristiani. Questo va al di là della religione: negare il fatto che le nostre radici siano cristiane significa negare l'evidenza, negare la storia", "per una sciocca ideologia".

      
"Spero che chi governa a Firenze - ha concluso - abbia meno ideologia e più concretezza, questo sì".
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