"Una comunicazione necessaria data la gravità di quanto accaduto lunedì scorso. Di questo, per prima cosa, mi scuso in qualità di presidente del Consiglio con tutte le cittadine e i cittadini. Quello a cui abbiamo assistito — e ci ha costretto a sospendere i lavori nel tentativo di riportare la calma — non è stato solo un momento di tensione politica, ma una ferita al decoro di questa assemblea e della città". Lo ha detto il presidente del Consiglio comunale di Firenze, Cosimo Guccione, tornando sulla prolungata interruzione dei lavori dell'aula la scorsa settimana dopo la polemica tra il capogruppo della Lega Guglielmo Mossuto e l'assessora Caterina Biti.
"Tradire il decoro di questa assemblea significa tradire Firenze. In momenti come questo, quando il confine tra il confronto aspro e lo scontro personale si dimostra labile, dobbiamo tornare alle fondamenta del nostro impegno", ha aggiunto, citando poi l'articolo 54 della Costituzione, "i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore".
Guccione ha poi ricordato che "siamo qui per dare l'esempio, e la nostra responsabilità va anzitutto verso le giovani generazioni. Se le istituzioni smarriscono il linguaggio del rispetto, non possiamo poi stupirci se la società fuori da qui diventa più violenta e intollerante. La nostra responsabilità educativa è, dunque, pari a quella politica. Questo richiamo non è rivolto a una singola parte, ma a noi tutti. Deve conseguirne un impegno che investe i consiglieri di maggioranza, quelli di minoranza e ogni membro della Giunta. Il confronto politico - ha sottolineato - può essere, per sua natura anche aspro e vivace, ma non deve mai trascendere. È compito di ciascuno di noi non cadere nelle provocazioni e, allo stesso modo, non diventarne autori".
Il presidente del Consiglio ha chiuso il suo intervento con un appello: "Vi chiedo di onorare questo mandato con la dignità che i cittadini meritano", "dimostriamo che siamo degni della fiducia che ci hanno accordato e della città che rappresentiamo".
"Tradire il decoro di questa assemblea significa tradire Firenze. In momenti come questo, quando il confine tra il confronto aspro e lo scontro personale si dimostra labile, dobbiamo tornare alle fondamenta del nostro impegno", ha aggiunto, citando poi l'articolo 54 della Costituzione, "i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore".
Guccione ha poi ricordato che "siamo qui per dare l'esempio, e la nostra responsabilità va anzitutto verso le giovani generazioni. Se le istituzioni smarriscono il linguaggio del rispetto, non possiamo poi stupirci se la società fuori da qui diventa più violenta e intollerante. La nostra responsabilità educativa è, dunque, pari a quella politica. Questo richiamo non è rivolto a una singola parte, ma a noi tutti. Deve conseguirne un impegno che investe i consiglieri di maggioranza, quelli di minoranza e ogni membro della Giunta. Il confronto politico - ha sottolineato - può essere, per sua natura anche aspro e vivace, ma non deve mai trascendere. È compito di ciascuno di noi non cadere nelle provocazioni e, allo stesso modo, non diventarne autori".
Il presidente del Consiglio ha chiuso il suo intervento con un appello: "Vi chiedo di onorare questo mandato con la dignità che i cittadini meritano", "dimostriamo che siamo degni della fiducia che ci hanno accordato e della città che rappresentiamo".
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