"Condivido la preoccupazione del ministro Lollobrigida quando parla di una criminalizzazione ingiusta" nei confronti del mondo del vino, "soprattutto se pensiamo ai superalcolici. Il vino è sotto attacco. Io non vedo nei confronti dei superalcolici la veemenza e la criminalizzazione che spesso vedo nei confronti del vino e non lo capisco perché prima ancora del vino il problema più grande dei nostri giovani sono i superalcolici. Molti di questi realizzati con additivi, con processi trasformativi che non sono certo quelli del vino. I superalcolici sono tutta un'altra storia e sono molto più pericolosi". Lo ha dichiarato l'europarlamentare del Pd Dario Nardella, parlando a margine del forum di Assoenologi 'Vino e Giovani: un incontro tra cultura e responsabilità', in corso a Firenze.
"Invece di criminalizzare il vino - ha aggiunto - facciamo un'informazione corretta, equilibrata, basata sulla consapevolezza. A Bruxelles siamo favorevoli all'etichettatura digitale sulle bottiglie di vino, non siamo favorevoli alle etichette dove c'è scritto 'Il vino porta morte o il vino uccide'". Sul piano 'Coltiva Italia' Nardella ha osservato che "è una buona base ma a mio avviso va migliorato e l'occasione per potenziarlo l'abbiamo col nuovo pacchetto-vino che è stato approvato a Strasburgo poche settimane fa. Tale pacchetto contiene misure innovative come la promozione e il finanziamento di progetti sull'enoturismo, in questo la Toscana può giocare una parte da leone. Un altro elemento è l'allungamento degli anni di promozione all'estero, nove anni, che deve andare di pari passo con gli accordi internazionali. Credo che l'accordo Mercosur sia una straordinaria opportunità per la produzione vitivinicola italiana e a settembre organizzeremo una missione in Brasile, Argentina e Uruguay dove porteremo anche alcuni dei nostri produttori vitivinicoli".
"Sul vino credo che il vero nodo sia la consapevolezza e la responsabilità. Vorrei rilanciare due idee, mettere mano a un piano nazionale insieme ai ministeri dell'Istruzione e dell'Agricoltura per avere un orto in ogni scuola. A Firenze lo abbiamo sperimentato in molte scuole elementari, credo che si possa fare in tutta Italia e magari potrei proporlo anche a Bruxelles: attraverso il rapporto diretto con l'orto tu cominci già da piccolo ad avere una consapevolezza di cosa nasce dall'orto e dell'importanza della filiera agroalimentare. In quell'orto potremo anche avere un piccolo vigneto. Credo che l'ora di educazione civica che siamo riusciti faticosamente ad ottenere in Italia debba essere rivolta a temi di questo tipo".
"Parlare di vino tra cultura e responsabilità, credo che possa essere uno degli argomenti interessanti per i giovani, che spesso hanno un approccio con l'alcol che parte dalla totale mancanza di strumenti di valutazione, di consapevolezza e anche di condivisione di informazioni e di valori. E questo è un grande problema perché non bastano solo le punizioni e le sanzioni con i punti sulla patente. Ci vuole l'educazione e l'educazione significa partire dalle scuole e dalla consapevolezza".
"Invece di criminalizzare il vino - ha aggiunto - facciamo un'informazione corretta, equilibrata, basata sulla consapevolezza. A Bruxelles siamo favorevoli all'etichettatura digitale sulle bottiglie di vino, non siamo favorevoli alle etichette dove c'è scritto 'Il vino porta morte o il vino uccide'". Sul piano 'Coltiva Italia' Nardella ha osservato che "è una buona base ma a mio avviso va migliorato e l'occasione per potenziarlo l'abbiamo col nuovo pacchetto-vino che è stato approvato a Strasburgo poche settimane fa. Tale pacchetto contiene misure innovative come la promozione e il finanziamento di progetti sull'enoturismo, in questo la Toscana può giocare una parte da leone. Un altro elemento è l'allungamento degli anni di promozione all'estero, nove anni, che deve andare di pari passo con gli accordi internazionali. Credo che l'accordo Mercosur sia una straordinaria opportunità per la produzione vitivinicola italiana e a settembre organizzeremo una missione in Brasile, Argentina e Uruguay dove porteremo anche alcuni dei nostri produttori vitivinicoli".
"Sul vino credo che il vero nodo sia la consapevolezza e la responsabilità. Vorrei rilanciare due idee, mettere mano a un piano nazionale insieme ai ministeri dell'Istruzione e dell'Agricoltura per avere un orto in ogni scuola. A Firenze lo abbiamo sperimentato in molte scuole elementari, credo che si possa fare in tutta Italia e magari potrei proporlo anche a Bruxelles: attraverso il rapporto diretto con l'orto tu cominci già da piccolo ad avere una consapevolezza di cosa nasce dall'orto e dell'importanza della filiera agroalimentare. In quell'orto potremo anche avere un piccolo vigneto. Credo che l'ora di educazione civica che siamo riusciti faticosamente ad ottenere in Italia debba essere rivolta a temi di questo tipo".
"Parlare di vino tra cultura e responsabilità, credo che possa essere uno degli argomenti interessanti per i giovani, che spesso hanno un approccio con l'alcol che parte dalla totale mancanza di strumenti di valutazione, di consapevolezza e anche di condivisione di informazioni e di valori. E questo è un grande problema perché non bastano solo le punizioni e le sanzioni con i punti sulla patente. Ci vuole l'educazione e l'educazione significa partire dalle scuole e dalla consapevolezza".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














