Quindici sindaci dell'Ambito Territoriale Ottimale 3 - Medio Valdarno dell'Autorità Idrica Toscana hanno adottato il documento di indirizzo che avvia il percorso per l'affidamento in house del servizio idrico integrato a Publiacqua, mantenendo l'attuale configurazione all'interno della società Plures. Ma, evidenziano con un comunicato, "per il ritorno alla piena proprietà dei Comuni della società del servizio idrico sarà necessaria una revisione dello statuto della società Plures", cioè "saranno eliminati i riferimenti alla quotazione in borsa e sarà introdotto il principio del controllo analogo sul gestore del Servizio Idrico Integrato, rafforzando così il ruolo dei Comuni soci nella governance".
Inoltre "proprio alla luce della revisione statutaria di Plures, i 15 sindaci sottolineano la necessità di avviare un confronto politico tra i Comuni per individuare, nella Multiutility, strumenti di governance e meccanismi che consentano una piena condivisione degli indirizzi strategici e dei piani industriali tra soci e società".
La scelta riconosce le ragioni degli amministratori che in questi anni si sono opposti alla quotazione in Borsa della Multiutility e al modello di società mista pubblico-privato nella gestione dell'acqua. "Abbiamo da sempre ritenuto questa configurazione come la più idonea a rispondere alle esigenze dei territori e degli utenti - dichiarano i 15 sindaci dell'Ato 3 - Esprimiamo piena soddisfazione per il percorso che segna l'avvio di una nuova fase in cui i Comuni tornano protagonisti nella proprietà e gestione dei servizi, con l'obiettivo di rafforzarne la qualità e garantire la sostenibilità delle tariffe".
Per i 15 sindaci di Agliana, Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio, "il voto in Autorità Idrica Toscana non è traguardo formale ma - rivendicano - il risultato di una visione politica che abbiamo portato avanti con passione e determinazione. Segna la fine dell'idea dell'acqua come merce da quotare in Borsa e l'inizio di una nuova stagione di gestione pubblica e democratica del bene comune, nel rispetto del referendum del 2011" mentre "solo due anni fa la quotazione in Borsa della Multiutility sembrava inevitabile".
Inoltre "proprio alla luce della revisione statutaria di Plures, i 15 sindaci sottolineano la necessità di avviare un confronto politico tra i Comuni per individuare, nella Multiutility, strumenti di governance e meccanismi che consentano una piena condivisione degli indirizzi strategici e dei piani industriali tra soci e società".
La scelta riconosce le ragioni degli amministratori che in questi anni si sono opposti alla quotazione in Borsa della Multiutility e al modello di società mista pubblico-privato nella gestione dell'acqua. "Abbiamo da sempre ritenuto questa configurazione come la più idonea a rispondere alle esigenze dei territori e degli utenti - dichiarano i 15 sindaci dell'Ato 3 - Esprimiamo piena soddisfazione per il percorso che segna l'avvio di una nuova fase in cui i Comuni tornano protagonisti nella proprietà e gestione dei servizi, con l'obiettivo di rafforzarne la qualità e garantire la sostenibilità delle tariffe".
Per i 15 sindaci di Agliana, Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, Calenzano, Campi Bisenzio, Cantagallo, Carmignano, Castelfranco Piandiscò, Gambassi Terme, Londa, Rufina, San Godenzo, Sesto Fiorentino, Vaiano e Vicchio, "il voto in Autorità Idrica Toscana non è traguardo formale ma - rivendicano - il risultato di una visione politica che abbiamo portato avanti con passione e determinazione. Segna la fine dell'idea dell'acqua come merce da quotare in Borsa e l'inizio di una nuova stagione di gestione pubblica e democratica del bene comune, nel rispetto del referendum del 2011" mentre "solo due anni fa la quotazione in Borsa della Multiutility sembrava inevitabile".
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