La sindaca di Firenze al Teatro Niccolini per la chiusura della campagna referendaria per il No: “Difendere la Costituzione non è conservatorismo, ma proteggere l’indipendenza del Csm e i diritti dei cittadini”

"Non sono stupita" dai toni della campagna referendaria, "sono gli stessi che vediamo sempre in tutte le competizioni elettorali, con questo governo e con questo centrodestra". E' quanto ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro al Teatro Niccolini in occasione dell'iniziativa di chiusura della campagna referendaria per il No. La prima cittadina ha esordito ringraziando i comitati, "avete fatto un lavoro straordinario, con generosità, senza risparmiarvi, prendendo critiche e attacchi", permettendo "ai cittadini di capire qualcosa in più".

Per Funaro "questo referendum e le modifiche alla Costituzione che vogliono introdurre, hanno un punto dirimente che dobbiamo cogliere tutti. La cosa che infastidisce questo governo e la presidente Meloni è una, il fatto di avere poteri alternativi autonomi. E questa riforma" ha un obiettivo "molto chiaro, quello di sottomettere qualsiasi altra forma di potere. Per fare questo si utilizzano tutte le argomentazioni possibili", anche quelle "che distorcono la realtà".

"Pochi giorni fa - ha ricordato ancora Funaro - Meloni esce dicendo 'se vince il no, saranno gli italiani a pagarla non il governo'. Sappiamo che è esattamente il contrario. Se vince il sì, saranno gli italiani a non avere più la garanzia di una giustizia autonoma, indipendente che gli garantisce la possibilità di essere giudicati e di essere protetti in modo indipendente come prevede oggi la nostra Costituzione".

Secondo la sindaca di Firenze "se questa riforma ha un pericolo vero" è quello di "perdere l'indipendenza del Csm, di avere un Csm che è assoggettato al potere esecutivo e al potere politico", ed è "esattamente il contrario di quello che dice la Meloni". Difendere la Costituzione, ha concluso, "non vuol dire essere conservatori, vuol dire difendere la nostra democrazia, cosa che questo governo ha molto lontano come obiettivo".
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