L'assessora, intervenuta in Consiglio regionale, ha parlato di 'definanziamento strutturale del sistema sanitario pubblico'

"Ci muoviamo in una condizione di definanziamento strutturale del sistema sanitario pubblico. Nel 2025 il Governo ha stanziato 2,5 miliardi in più in sanità ma sono andati a coprire costi energetici, aumenti contrattuali, un costo fuori controllo del farmaco. Sono risorse vincolate che non vanno a coprire i bisogni delle Regioni. La sanità non si privatizza con una legge ma con tante piccole scelte e il definanziamento è la prima". Lo ha detto l'assessore regionale alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni, intervenendo in aula in Consiglio regionale durante la discussione sulla prima variazione di bilancio per chiudere i conti della sanità del 2025.
    
Monni ha detto che "siamo 14/i in Europa per investimenti sanitari. Siamo l'ultimo Paese Ocse per investimenti in sanità. Mi sembra una scelta politica. Siamo in un contesto in cui abbiamo meno risorse e dobbiamo dare più servizi e abbiamo più bisogni perché la popolazione invecchia. Tutto questo con il tetto assunzionale che non è banale".

Per Monni la Toscana ha la "responsabilità di dimostrare che il sistema toscano funziona e che in Toscana, dove c'è la sanità più pubblica d'Italia, le cose possono funzionare, possono migliorare certo, e lo faremo ma non rinunceremo a certe cose. Gli extra Lea sono un investimento che questa Regione decide di fare e lo rivendica perché ci sono le parrucche per le malate oncologiche, dentro gli extra Lea ci sono i farmaci per le malattie rare. Gli extra Lea - ha aggiunto - sono la carta d'indennità della sanità pubblica della Toscana che non prova soltanto ad aggiustare il corpo ma a prendere in carico le persone tutte intere. Dietro ai numeri, ai conti, ci sono le persone e non possiamo permetterci di dimenticarcelo".
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