"Secondo il Corriere della sera gli hacker entrano per mesi nei sistemi degli Uffizi, sottraggono dati sensibili, studiano dall'interno una delle istituzioni culturali più importanti d'Italia. E la domanda, a questo punto, è inevitabile: chi doveva accorgersene dov'era? Il ministro Giuli sapeva qualcosa? E perché non dice niente?". Lo dichiara Antonio Mazzeo (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
"Quali sono le contromisure che verranno prese o le conseguenze che ci sono state? - chiede ancora - Quello che sta accadendo non è solo una falla tecnica. È un vuoto politico perché oggi la cybersicurezza è uno dei fronti più delicati della competizione globale. Non parliamo più di attacchi isolati, ma di una pressione continua che coinvolge Stati, gruppi organizzati, interessi economici e strategici. E in questo scenario l'Italia non può permettersi di arrivare sempre dopo".
"Quando un attacco colpisce gli Uffizi, non si colpisce solo un museo", ma "si colpisce un simbolo nazionale, un pezzo della nostra identità e della nostra credibilità internazionale. E allora serve chiarezza - conclude Mazzeo - L'Agenzia per la cybersicurezza cosa sta facendo? Il ministro e il governo hanno piena consapevolezza del livello di rischio? Le risorse pubbliche sono davvero indirizzate a proteggere infrastrutture e dati, oppure si continua a rincorrere le emergenze? La sicurezza digitale oggi è sovranità. E se non siamo in grado di difendere i nostri sistemi, non siamo in grado di difendere, davvero, il nostro Paese".
"Quali sono le contromisure che verranno prese o le conseguenze che ci sono state? - chiede ancora - Quello che sta accadendo non è solo una falla tecnica. È un vuoto politico perché oggi la cybersicurezza è uno dei fronti più delicati della competizione globale. Non parliamo più di attacchi isolati, ma di una pressione continua che coinvolge Stati, gruppi organizzati, interessi economici e strategici. E in questo scenario l'Italia non può permettersi di arrivare sempre dopo".
"Quando un attacco colpisce gli Uffizi, non si colpisce solo un museo", ma "si colpisce un simbolo nazionale, un pezzo della nostra identità e della nostra credibilità internazionale. E allora serve chiarezza - conclude Mazzeo - L'Agenzia per la cybersicurezza cosa sta facendo? Il ministro e il governo hanno piena consapevolezza del livello di rischio? Le risorse pubbliche sono davvero indirizzate a proteggere infrastrutture e dati, oppure si continua a rincorrere le emergenze? La sicurezza digitale oggi è sovranità. E se non siamo in grado di difendere i nostri sistemi, non siamo in grado di difendere, davvero, il nostro Paese".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














