Il leader del Popolo della Famiglia critica il silenzio dei partiti locali e annuncia la presentazione delle liste e del programma l’11 aprile

"Prato ha bisogno di uno 'straniero' visto che i politici locali come Biffoni sono bloccati da riunioni di corrente, riunioni di segreteria, cene segrete con Furfaro dimostrando di avere a cuore solo i destini personali e non i destini della città". Lo dice in una nota Mario Adinolfi, candidato a sindaco di Prato, per il Popolo della Famiglia, sottolineando "l'assenza dei nomi dei candidati a sindaco delle coalizioni maggiori a 17 giorni dal termine per la presentazione delle liste".

Per esprimere questo rilievo Adinolfi cita il titolo del film 'Madonna che silenzio c'è stasera' di Francesco Nuti il "pratese più illustre degli ultimi 200 anni", come lo definisce. "Se la giunta del Pd è naufragata al crocevia tra massoneria e corruzione, mafie e malaffare, il minimo che ci si poteva attendere era una risposta d'orgoglio immediata e diretta, non il triste spettacolo delle risse interne attorno a un nome", analizza la situazione di Prato, Mario Adinolfi. "E anche il centrodestra - prosegue - viste le rinunce non spiegate di ex magistrati e politici di rango come Rita Pieri, sappia che il Popolo della Famiglia è in campo da tempo ed è a disposizione per una convergenza sul mio nome. Comunque sia, spero che per sabato 11 aprile quando illustrerò ai cittadini pratesi non tanto la mia candidatura a sindaco quanto le nostre liste già formate e il nostro programma di governo della città già pronti, avrò il piacere di conoscere i nomi dei miei avversari. Ma il silenzio della politica è la dimostrazione che Prato deve affidarsi ad uno 'straniero' come me per rinascere. Risorgi Prato".
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