"Noi abbiamo fatto un intervento di assoluto, rigoroso ripristino: chi si è opposto con tanto vigore, come questi esteti del No, probabilmente prima non aveva mai guardato l'Arno e questa spalletta". Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, parlando ai giornalisti delle polemiche sull'esito della manutenzione del muro in riva destra d'Arno a Firenze, in lungarno Acciaiuoli davanti al Ponte Vecchio, e in particolare sulla parte intonacata di bianco.
Giani ha mostrato una foto del 2008 del tratto di fiume in questione, con la spalletta intonacata. "Poi si può ragionare - ha osservato - sul fatto che, al di là di quello che era, noi avremmo dovuto rifare diversamente la spalletta: però noi nel fare un intervento di natura idraulica, lo dico appunto agli esteti del No, abbiamo semplicemente svolto la funzione del ripristino e il ripristino prevede l'intonaco".
Riguardo al colore bianco, ha detto Giani ai cronisti, "vi invito a rivedere, perché è stato tutto monitorato, dopo qualche piena che lì vedrà passare l'acqua: vi renderete conto che quello che oggi è bianco diventerà sempre più beige. Conseguentemente, se si tratta di vedere un colore diverso, direi che la verifica la dobbiamo fare dopo un anno o due". Peraltro i colori, ha concluso il governatore, "li abbiamo concordati" con la Soprintendenza.
Rispondendo ancora ai giornalisti, il presidente della Regione ha precisato che l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale "non era chiamata in quel momento, secondo la legge, a esprimere un parere", mentre i tecnici chiamati a esprimerlo lo hanno espresso positivamente "a partire dal Ministero, perché questo è un intervento che è stato vidimato a livello nazionale".
Giani ha ammesso che con l'intervento in corso nell'area Unesco "l'Autorità di Bacino ci dice che vi possono essere problemi a valle: però consentitemi, fra vedere l'acqua che entra nel centro storico di Firenze e vederla in un territorio più a valle, dove c'è molto più spazio e dove l'aspetto della natura assorbe molto meglio l'acqua di quanto possa fare un centro urbanizzato, io preferisco che sia tutelato il centro storico Firenze nella sua identità".
In merito alle preoccupazioni per l'area del centro a valle dell'intervento in corso, quindi fino a San Frediano, Giani ha sottolineato che i lavori a monte, comprese le casse di espansione nel Valdarno aretino, "hanno portato a una capacità di supporto della piena superiore. Poi, meglio se ne facciamo ulteriori: però io ritengo che realizzare, si tratta dell'immediato futuro, una capacità con le casse d'espansione di 15 milioni metri cubi d'acqua, e aver innalzato qui le paratie, dà un senso di sicurezza sull'Arno che raggiunge livelli molto elevati. Poi si può sempre fare meglio: quando la dottoressa gAIA Checcucci - ha concluso, riferendosi al segretario generale dell'Adb - sarà eletta presidente della Regione potrà fare sicuramente meglio".
Giani ha mostrato una foto del 2008 del tratto di fiume in questione, con la spalletta intonacata. "Poi si può ragionare - ha osservato - sul fatto che, al di là di quello che era, noi avremmo dovuto rifare diversamente la spalletta: però noi nel fare un intervento di natura idraulica, lo dico appunto agli esteti del No, abbiamo semplicemente svolto la funzione del ripristino e il ripristino prevede l'intonaco".
Riguardo al colore bianco, ha detto Giani ai cronisti, "vi invito a rivedere, perché è stato tutto monitorato, dopo qualche piena che lì vedrà passare l'acqua: vi renderete conto che quello che oggi è bianco diventerà sempre più beige. Conseguentemente, se si tratta di vedere un colore diverso, direi che la verifica la dobbiamo fare dopo un anno o due". Peraltro i colori, ha concluso il governatore, "li abbiamo concordati" con la Soprintendenza.
Rispondendo ancora ai giornalisti, il presidente della Regione ha precisato che l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino settentrionale "non era chiamata in quel momento, secondo la legge, a esprimere un parere", mentre i tecnici chiamati a esprimerlo lo hanno espresso positivamente "a partire dal Ministero, perché questo è un intervento che è stato vidimato a livello nazionale".
Giani ha ammesso che con l'intervento in corso nell'area Unesco "l'Autorità di Bacino ci dice che vi possono essere problemi a valle: però consentitemi, fra vedere l'acqua che entra nel centro storico di Firenze e vederla in un territorio più a valle, dove c'è molto più spazio e dove l'aspetto della natura assorbe molto meglio l'acqua di quanto possa fare un centro urbanizzato, io preferisco che sia tutelato il centro storico Firenze nella sua identità".
In merito alle preoccupazioni per l'area del centro a valle dell'intervento in corso, quindi fino a San Frediano, Giani ha sottolineato che i lavori a monte, comprese le casse di espansione nel Valdarno aretino, "hanno portato a una capacità di supporto della piena superiore. Poi, meglio se ne facciamo ulteriori: però io ritengo che realizzare, si tratta dell'immediato futuro, una capacità con le casse d'espansione di 15 milioni metri cubi d'acqua, e aver innalzato qui le paratie, dà un senso di sicurezza sull'Arno che raggiunge livelli molto elevati. Poi si può sempre fare meglio: quando la dottoressa gAIA Checcucci - ha concluso, riferendosi al segretario generale dell'Adb - sarà eletta presidente della Regione potrà fare sicuramente meglio".
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