Tiene banco a Firenze la decisione del consiglio comunale di rimuovere la dicitura “Medaglia d’Oro” dalla strada intitolata a padre Reginaldo Giuliani, cappellano militare morto nel 1938 in Etiopia durante la guerra coloniale.
La mozione, approvata a Palazzo Vecchio su iniziativa delle consigliere del Partito Democratico Alessandra Innocenti e Stefania Collesei, ha riacceso il dibattito pubblico sulla memoria storica e sul significato delle onorificenze militari.
A criticare duramente la scelta è il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valore militare per le ferite riportate nella missione in Somalia del 1993, durante la cosiddetta “battaglia del pastificio”. Paglia ha annunciato che venerdì sarà a Firenze e chiederà un incontro con la sindaca Sara Funaro.
Secondo l’ufficiale, il valore militare non dovrebbe essere interpretato attraverso una lente politica: “Non spetta alla politica decidere il valore di quella medaglia. Non si può cambiare la storia con un colpo di spugna”, ha dichiarato.
Al centro del dibattito c’è la figura di padre Reginaldo Giuliani, sacerdote e militare, legato al periodo fascista ma decorato per il suo comportamento durante la battaglia. Paglia sottolinea come, al di là del contesto storico e ideologico, la motivazione dell’onorificenza richiami il suo gesto di soccorso ai feriti e il sacrificio personale.
La discussione si inserisce in un confronto più ampio sul significato delle onorificenze e sulla loro permanenza nello spazio pubblico. Per il tenente colonnello, il valore del servizio militare trascende le appartenenze politiche: “I militari servono il Paese, non i governi”.
Il caso promette ora di aprire un ulteriore fronte di confronto politico e istituzionale in città, tra rilettura della memoria storica e sensibilità contemporanee sul tema delle intitolazioni pubbliche.