Tempo fino al 30 aprile per comunicare i periodi di attività ricettiva. Biti: «Regole nuove, servono controlli e maggiore chiarezza»

Il Comune di Firenze concede tempo fino al 30 aprile agli studentati privati che non hanno comunicato entro gennaio i periodi di utilizzo turistico delle strutture, ma precisa: «Non è una proroga, è un alert».

L’assessora all’Urbanistica Caterina Biti spiega che si tratta di un avviso per permettere agli operatori di mettersi in regola con le nuove disposizioni del Piano operativo comunale, in vigore da giugno scorso. Le norme consentono agli studentati di ospitare turisti fino a 60 giorni l’anno (30 ad agosto e altri 30 a scelta), a condizione che i periodi vengano comunicati entro il 31 gennaio.

Tuttavia, al 30 marzo non risultavano comunicazioni agli uffici comunali, nonostante alcune strutture stessero già svolgendo attività turistico-ricettiva. La scelta di concedere ulteriore tempo ha sollevato critiche, anche perché una vera proroga richiederebbe un passaggio in Consiglio comunale.

Biti ribadisce che si tratta solo di un invito a regolarizzarsi: chi intende usufruire dei giorni consentiti deve comunicarlo, altrimenti rischia di non rispettare le regole. Ammette inoltre difficoltà iniziali nell’applicazione delle nuove norme, sia da parte delle strutture sia dell’amministrazione: «Siamo all’inizio di questa fase e dobbiamo rendere le regole più chiare e semplici».

Intanto il Comune sta incrociando i dati tra diversi uffici — urbanistica, attività produttive e risorse finanziarie — per aggiornare l’elenco degli studentati e verificare eventuali irregolarità, anche sul fronte della tassa di soggiorno.

Sui controlli, l’assessora assicura che sono già in corso da tempo, mentre dal comitato Salviamo Firenze arriva una critica netta: «Chi è fuori dai termini è fuori dai termini».

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