Piantedosi indica Pallerone come sede del Centro per i rimpatri, ma Giani e il Comune respingono la scelta: “luogo inadeguato e modello da riformare”, esplode la polemica politica

Il governo ha indicato Aulla, in particolare la zona di Pallerone, come possibile sede del nuovo CPR (Centro di Permanenza per il Rimpatrio) in Toscana, dopo valutazioni tecniche e la ricognizione del prefetto. La decisione, comunicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al presidente della Regione Eugenio Giani, prevede anche la possibilità di compensazioni con una riduzione dei CAS sul territorio.

La Regione Toscana si oppone con fermezza: Giani definisce la scelta “un doppio errore”, criticando sia il modello dei CPR, considerati inefficaci e assimilabili a strutture detentive, sia l’inadeguatezza del territorio della Lunigiana, ritenuto fragile e poco adatto. Anche il Comune di Aulla, guidato dal sindaco Roberto Valettini, conferma il no già espresso all’unanimità e annuncia battaglia contro l’ipotesi.

La decisione ha acceso lo scontro politico: centrosinistra e amministrazione regionale criticano duramente il progetto, mentre il centrodestra e Fratelli d’Italia difendono la necessità del CPR e accusano la Regione di incoerenza. Il tema diventa così un nuovo fronte di conflitto tra governo e istituzioni locali sulla gestione dell’immigrazione.

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