"Cascine? Potrebbero diventare un fantastico parco urbano"

"Un nuovo Piano Regolatore è sempre un'occasione importante per definire il futuro di una città. Bisogna però allargare il dibattito, permettere ai cittadini di scegliere in quale tipo di ambiente vogliono vivere. Che edifici vogliono abitare, che edifici vogliono vedere ogni giorno, quali spazi, quali colori, quali materiali vogliono per la loro città. I Piani Regolatori devono essere semplici, chiari, disegnati: pochi documenti grafici comprensibili da tutti, un chiaro elenco grafico di tipi architettonici propri della tradizione locale, i materiali da usare, i colori da usare. Quando il Piano è chiaro, poi il libero mercato riesce a intervenire permettendo a molti soggetti – e non solo a pochi gruppi – di costruire. Spero che Firenze colga questa occasione".

Lo ha detto, nel corso di un'intervista a 'La Firenze che vorrei', Gabriele Tagliaventi, architetto, professore e fondatore della Triennale internazionale "A Vision of Europe" (nata a Bologna nel 1992). Da trent'anni promuove a livello europeo e internazionale i principi del Rinascimento Urbano e del 'New Urbanism': nuovi quartieri tradizionali, codici urbani basati sulla forma, materiali e colori radicati nel genius loci, spazi pubblici a misura d'uomo.

Sulla rinascita delle Cascine: "Potrebbero diventare un fantastico parco urbano, se si mescolassero una reale cura del verde con numerose attività, presidi sociali e, ove possibile, elementi di 'città giardino' che lo rendano vivo, così da garantire sicurezza ai cittadini e ai fruitori del parco, sull'esempio di Londra e Parigi".

Sul crollo di via Mariti: "Da più di 30 anni in America sono stati demoliti decine e decine di grandi ipermercati e sono stati realizzati al loro posto nuovi quartieri tradizionali. È stato coniato il termine 'Mall Apocalypse'. Ciò è successo per molti motivi, tra cui l'introduzione delle vendite online, ma anche la constatazione tipicamente americana che costruire scatoloni circondati da enormi parcheggi non è un intervento intelligente in termini di profitto. Non è mai accaduto che una civiltà costruisse solo 1/3 della superficie e solo per 1 piano, lasciando i 2/3 del lotto vuoti. È molto più vantaggioso costruire un nuovo quartiere tradizionale con negozi e attività al piano terra e appartamenti ai piani superiori. Così vincono tutti: l'imprenditore che realizza un profitto superiore, il Comune perché ottiene più tasse grazie ai nuovi abitanti insediati, i cittadini perché si ritrovano con un nuovo ambiente urbano dove è possibile vivere, socializzare, e andare a fare la spesa a piedi".

In merito a interventi architettonici brutti a Firenze, tra i quali i "cubi" del Parterre o il cubo nero: "È un problema culturale che affascinerà gli storici. Come è stato possibile che il Paese del Rinascimento sia arrivato a un tale livello di degrado architettonico? Occorre un programma culturale innovativo che parta dal governo e sia sviluppato da amministrazioni comunali intelligenti. In America, negli ultimi 25 anni sono stati realizzati decine di nuovi importanti edifici classici e tradizionali nelle più importanti università americane. Dopo le follie degli anni '70, le università americane si sono rese conto dell'importanza di mantenere e sviluppare un ambiente coerente e rispettoso della tradizione del campus. Le nuove Business School di Harvard, University of Georgia e University of Virginia, le nuove Biblioteche di Harvard, New York Bronx Campus, il nuovo Computer Center di Stanford, i nuovi dormitori di Princeton, il nuovo distretto di Yale, sono tutti interventi che sviluppano in continuità organica la tradizione locale, usano materiali locali, tecniche tradizionali. È tempo di fare la stessa cosa anche in Italia".

Sull'ipotesi Terza Torre a Novoli: "Il panorama di Firenze da Piazzale Michelangelo o quello che da piccolo ammiravo da Fiesole, dalla casa di Giovanni Michelucci, è una specie di miracolo. La grande cupola che si erge sul mare delle fabbriche civili, la torre del Municipio. Praticamente una lezione di urbanistica. Gli edifici privati devono sempre avere un limite di altezza, non solo per motivi estetici, ma soprattutto per una questione che ha a che fare con il Diritto. Il limite di altezza garantisce che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti. Una legge semplice ed efficace. A Firenze questa legge, grazie alla sua fantastica cultura architettonica è diventata un capolavoro. Ma questo miracolo, questo capolavoro ha bisogno di essere salvaguardato ogni giorno, protetto, curato ogni giorno. Bisogna salvaguardare i colori di Firenze, i suoi materiali, perché sono questi che fanno, tecnicamente, il miracolo. Il problema di Novoli c’è da 30 anni, da quando non è stato implementato da un serio Codice Urbano che individuasse i tipi architettonici, i materiali, i colori. Alla School of Architecture dell’University of Miami abbiamo fatto un corso apposito sul Masterplan di Novoli e tutti gli studenti, dopo aver visitato Firenze, si sono gettati con entusiasmo a disegnare forme e spazi pubblici congruenti organicamente con il vocabolario della città. Purtroppo, oggi la realtà è molto deludente. Tuttavia, l’esempio francese ha dimostrato che quando un Comune inizia a fare operazioni di Rinascimento Urbano, poi tanti altri comuni lo imitano e il modello si diffonde. Attorno a Paris, oggi ci sono una decina di comuni che stanno realizzando nuovi quartieri tradizionali, il primo è stato Plessis Robinson, poi ci sono Yerres, Maisons Alfort, Puteaux, Clamart, La Garenne Colombes, Le Blanc Mesnil, etc. Voglio sperare che in futuro anche nelle zone meno centrali di Firenze potremo vedere un nuovo meraviglioso quartiere in stile tradizionale".

"Ricordatevi della vostra grande tradizione, di ciò che l'architettura fiorentina ha prodotto – conclude Tagliaventi -: i suoi palazzi, le sue chiese, le sue piazze. Si tratta solo di riprendere il discorso, di riconnettersi con una grande cultura architettonica che non aspetta altro per avviare una nuova stagione creativa".
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