Il leader del Popolo della Famiglia accusa l’allineamento al partito di Matteo Biffoni e invita i cattolici pratesi a “uscire dal conformismo” e votare per una svolta politica in città

Mario Adinolfi, candidato sindaco di Prato e leader nazionale del Popolo della Famiglia, in una nota si dice "deluso" dal "vescovo di Prato che ha messo due suoi candidati in lista col Pd di Matteo Biffoni. Il vertice episcopale schiera due esponenti di primo piano della diocesi nella lista del Partito Democratico. Si tratta del segretario della Curia diocesana Gabriele Bresci, e di Fulvio Barni che guidava l'Ufficio della Pastorale sociale e del lavoro. L'allineamento della gerarchia ecclesiale pratese al Pd di Biffoni, che in regione si è distinto per il sostegno alla legge Cappato sul suicidio assistito e al folle progetto secondo cui per rilanciare la natalità in Toscana bisogna far congelare gli ovuli gratuitamente alle donne fino a 39 anni, fa capire che la cappa del conformismo finisce per far sedurre anche il potere rappresentato dal vertice della diocesi al clan dominante in città".

Mario Adinolfi lo ha detto dopo una visita compiuta, oggi, con il vicepresidente nazionale del partito Mirko Morelli, ad omaggiare la Madonna della Sacra Cintola, immagine devozionale dei credenti di Prato.

"C'è però, al di là della chiesa gerarchica - rileva Adinolfi nella stessa nota - un popolo cattolico delle 63 parrocchie di Prato che non ci sta e rifiuta i diktat di chi da 12 anni ha prodotto il degrado progressivo anche morale della città, come le inchieste che hanno decapitato sindaco e amministrazione comunale del Pd hanno dimostrato".

"Il Popolo della Famiglia - ribadisce ancora una volta - chiede ai cattolici pratesi ancora una volta di uscire dalle catacombe, abbandonare ogni conformismo e allineamento ai poteri forti dominanti in città, esprimendo con il voto a Mario Adinolfi sindaco l'ansia di forte discontinuità rispetto a opzioni politiche che hanno affossato negli ultimi dodici anni una città che ha bisogno di rinascere. Risorgi, Prato". 
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