'Produce un effetto intimidatorio. Sorprende indagine su Babini'

"La categoria di terrorismo si è allargata fino a diventare uno strumento ordinario del discorso pubblico e dell'azione giudiziaria nei confronti di chi si oppone, protesta, organizza. Questo svuotamento semantico non è innocuo, perché produce un effetto intimidatorio che riguarda chiunque si muova ai margini del sistema. Se lo si accetta, può estendersi senza limiti sempre di più". Così in una nota il consigliere comunale di Sinistra progetto comune a Palazzo Vecchio Dmitrij Palagi in merito alle perquisizioni degli inquirenti napoletani a esponenti dei Carc, tra cui quella effettuata a Firenze nei confronti di Paolo Babini.
    
Con riferimento a Babini Palagi afferma: "Chi frequenta la città lo conosce: i suoi disegni circolano da anni negli ambienti della politica, della cultura, del movimento. La sua ironia è gentile e tagliente insieme, il suo tratto riconoscibile. È persona che non si è mai nascosta, ha partecipato alle elezioni comunali del 2024 come candidato al Consiglio comunale, peraltro con una lista e una candidatura a Sindaco diversa dalla nostra. Che si possa istruire nei suoi confronti un procedimento per terrorismo all'improvviso, con queste modalità, è qualcosa che sorprende e che non possiamo non segnalare". "Continueremo a fare quello che abbiamo fatto - aggiunge il consigliere -: seguire con attenzione le vicende giudiziarie che riguardano la libertà di organizzazione e di espressione politica, e a dire quando riteniamo che le parole vengano usate in modo improprio, in aula come fuori". 
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