Paolo Babini dopo le perquisizioni a Firenze: «Accuse ridicole e false. Il governo è debole e ricorre alla repressione, ma ne usciremo puliti come sempre». Domani presidio in piazza dei Ciompi

"Le accuse" che mi hanno rivolto "sono stupide, ridicole. Dietro a queste c'è una manovra di carattere politico", "l'accusa" di aver inneggiato alle Brigate Rosse "è falsa. Noi abbiamo una scuola di partito e anche del fenomeno Br analizziamo gli aspetti positivi e negativi, come si fa con qualsiasi scienza. Perché tutto questo sta accadendo ora? Perché il governo è debole e quando un animale è debole ha delle reazioni scomposte". Lo ha detto Paolo Babini, componente della direzione del Partito dei Carc, a margine di una conferenza stampa a Firenze: ieri è stato perquisito perchè indagato insieme ad altri appartenenti ai Carc per un'inchiesta di procura e digos di Napoli per una presunta associazione finalizzata alla commissione di atti di violenza di carattere terroristico ispirata alle Br e alle Nuove Br.

"Noi oggi siamo un partito d'attacco - ha aggiunto - e quindi a fronte di questo attacco questi signori cercano di provvedere nel modo in cui riescono, con la repressione e con accuse che non stanno né in cielo né in terra". Babini ha ricordato ciò che è accaduto ieri: "Alle 5.45 sono arrivati nella casa dove risiedo sei poliziotti della Digos, da Napoli, con un avviso da parte della procura di Napoli dove mi si accusa dell'articolo 270 bis, è stato l'articolo utilizzato per incarcerare Gramsci. Noi siamo sotto persecuzione da quando siamo nati. Ieri abbiamo elencato tutti i provvedimenti giudiziari che, nel tempo, ci hanno investito e tutti si sono risolti in un nulla di fatto: sarà così anche per questo".

Rispetto al passato, ha spiegato Babini, "non direi che la situazione è peggiorata. Nel 1999 abbiamo comunque avuto 90 perquisizioni in Italia. La nostra influenza in città e sulla nazione cresce, anche a livello internazionale siamo presenti". Domani è stato annunciato un presidio in piazza dei Ciompi. Dai Carc si fa presente che si tratta di "un attacco repressivo. È una questione politica che riguarda tutti. Noi sappiamo che il governo Meloni è entrato in una fase di crisi terminale e degenerativa", "sappiamo che nelle fasi di crisi del sistema di potere, la borghesia e i suoi apparati repressivi ricorrono a montature giudiziarie, provocazioni e azioni criminali di vario genere".
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