“Europa dei popoli o Europa delle regole? La risposta passa dal Calcio Storico”

Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d'Italia, ha parlato così in esclusiva a Firenzedintorni.it:  

Francesco Torselli come nasce l’idea di portare il Calcio Storico in Europa e che significato ha avuto?

Dovete sapere che ciascun Parlamentare europeo può organizzare, nel corso del proprio mandato, due mostre all’interno del palazzo di Bruxelles o di Strasburgo. Quando ho scoperto questa cosa, mi è parso doveroso dedicare il primo di questi due appuntamenti alla città in cui sono nato, in cui vivo e laddove ho mosso i miei primi passi in politica. E a questo punto mi sono chiesto: cosa potremmo raccontare, per celebrare la storia di Firenze? E lì si apre un mondo… Il Rinascimento, Dante, i Medici, Leonardo Da Vinci, Brunelleschi che progetta una cupola che i computer moderni fanno fatica a simulare oggi… Insomma, quando devi raccontare Firenze, hai soltanto l’imbarazzo della scelta.

Così, alla fine, mi sono detto: voglio portare qualcosa di vivo! Non solo immagini, storie, racconti, reperti di un passato che sicuramente avrebbe lasciato tutti, lo stesso, a bocca aperta, ma un pezzo di Firenze che ancora è vivo, dinamico. Che cammina sulle gambe degli uomini e delle donne che ogni anno creano quella meravigliosa suggestione del Calcio Storico.

Ecco, l’idea è nata così… Poi ne ho parlato con il mio amico Alessandro Draghi - che è vicepresidente del Consiglio Comunale - affinché sondasse l’interesse dei colori e poi con il Presidente Michele Pierguidi, dal quale mi divide la passione politica, ma al quale mi accomuna la passione per il Calcio in Costume.

A quel punto, ho capito che la mostra si poteva fare e l’abbiamo organizzata, assieme al mio collega Dario Nardella, perché va bene la rivalità politica, ma mica potevamo fare una mostra sul calcio storico senza chi ha fatto per dieci anni il sindaco della città!

Con Dario ci siamo divisi gli ospiti e abbiamo lavorato per avere tutte le autorizzazioni necessarie. E poi… il 14 aprile, nel corridoio principale del Parlamento Europeo è risuonato: “State attenti al comando….”

L’ Europa delle tradizioni che futuro avrà? Può essere in contrapposizione al Super Stato che qualcuno vorrebbe?

Assolutamente sì! Non solo in contrapposizione, deve esserne l’alternativa. Chi parla di “superstato” o di “Stati Uniti d’Europa” vuole delegare tutto a Bruxelles. Vuole che Bruxelles decida su tutto: dallo sbarco su Marte a come dobbiamo cucinare la pizza; dalle crisi geopolitiche a dove dobbiamo comprare il riso in barba ai coltivatori italiani; dai dazi americani e la concorrenza sleale cinese, fino a che tipo di farina dobbiamo usare nelle nostre cucine o che tipo di automobile dobbiamo avere in garage.

Ecco, a noi questo tipo di Europa non piace! Non mi piaceva prima e non mi piace adesso che ho conosciuto la burocrazia dell’Unione. Noi vogliamo che l’Europa diventi ciò che i padri fondatori avevano sognato mentre si respiravano ancora i fumi delle macerie della seconda guerra mondiale: una Comunità che persegua gli interessi dei cittadini e delle imprese europee, per migliorare la loro vita e i loro interessi. Questo è il principio fondante dell’Unione Europea!

Quindi, per rispondere alla tua domanda, l’Europa che ho in mente é un’Europa forte e unita quando deve sedere al tavolo internazionale con Stati Uniti e Cina, capace di fare la voce grossa per difendere le aziende europee dalla concorrenza sleale di chi non rispetta le regole, ma che lascia liberi i popoli di scegliere cosa mangiare, cosa bere, che auto guidare… e anche che Santo Patrono celebrare!

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Nato a Firenze il 9 marzo 1976, Francesco Torselli è una delle figura di spicco del panorama politica italiano ed europeo. Eurodeputato italiano del gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), eletto nelle fila di Fratelli d’Italia, rappresenta una delle figure più consolidate del centrodestra toscano, con alle spalle un percorso politico sviluppato tra livello locale e regionale.

Prima dell’approdo a Bruxelles nel 2024, ha ricoperto il ruolo di capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio Regionale della Toscana, distinguendosi per un’attività politica incentrata sulla difesa del tessuto produttivo e delle identità territoriali. Un’esperienza che oggi porta nel contesto europeo, dove si occupa in particolare di politiche economiche, industriali e del lavoro.

Al Parlamento europeo è membro della Commissione per il commercio internazionale (INTA) e della Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL), oltre a essere membro sostituto nella Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) e nella Delegazione all’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (DLAT). Partecipa inoltre alle delegazioni per i rapporti tra Unione europea e Messico e tra Unione europea e Regno Unito.

Nel corso della sua attività parlamentare si è concentrato su temi come la tutela delle filiere produttive europee, il sostegno ai lavoratori colpiti dalla globalizzazione e l’impatto delle trasformazioni economiche e tecnologiche sul mercato del lavoro, intervenendo anche su questioni sociali e sull’utilizzo dei fondi europei.

Articolo finanziato dal gruppo ECR al Parlamento Europeo 


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