Primo incontro tra il capogruppo del M5s in Consiglio regionale, Luca Rossi Romanelli e una delegazione di cittadini firmatari del documento 'Per una svolta urbanistica a Firenze', che riunisce docenti, architetti e comitati e associazioni cittadine. L'obiettivo è costruire dal basso il futuro del capoluogo.
Dalla riunione, viene spiegato, è emersa una linea di visione comune, con al centro delle criticità la subalternità della città alle pressioni della finanza immobiliare "che tanto danno ha fatto a urbanistica e tessuto sociale, portando a cubi neri, studentati camuffati, overtourism, gentrificazione, espulsione residenti, caro affitti, disagio sociale e ambientale diffuso" Adesso, si legge in una nota, la strada tracciata è quella di un lavoro comune per presentare specifiche proposte all'amministrazione comunale affinché attivi una profonda rilettura del vigente impianto urbanistico, con una moratoria che permetta una revisione strutturale e partecipata, in cui il pubblico torni ad avere un ruolo forte sul privato.
"Pensiamo alla riorganizzazione del decentramento con la creazione dei rioni, alla costituzione di una cabina di controllo sulle scelte infrastrutturali e sul loro impatto su ambiente e clima, alla redazione di un piano di settore dedicato all'energia pienamente integrato con l'impianto urbanistico, nonché alla promozione del massimo ricorso ai concorsi pubblici di idee e di progettazione", spiega il presidente della Fondazione bioarchitettura Alberto Di Cintio, uno dei firmatari del documento.
Per Luca Rossi Romanelli "il manifesto merita pieno sostegno perché alla sua base c'è un modello sociale ed economico che nel M5s condividiamo profondamente e che anche in Regione ha grande consenso in maggioranza".
Sulla stessa linea anche il capogruppo pentastellato a Palazzo Vecchio, Lorenzo Masi: "Firenze ha bisogno di tornare a mettere al centro i residenti, i quartieri e la qualità della vita, superando una stagione urbanistica troppo spesso guidata dagli interessi della rendita e della speculazione. Serve una pianificazione che ascolti le istanze di tutti, restituendo trasparenza e partecipazione alle scelte strategiche della città".
Dalla riunione, viene spiegato, è emersa una linea di visione comune, con al centro delle criticità la subalternità della città alle pressioni della finanza immobiliare "che tanto danno ha fatto a urbanistica e tessuto sociale, portando a cubi neri, studentati camuffati, overtourism, gentrificazione, espulsione residenti, caro affitti, disagio sociale e ambientale diffuso" Adesso, si legge in una nota, la strada tracciata è quella di un lavoro comune per presentare specifiche proposte all'amministrazione comunale affinché attivi una profonda rilettura del vigente impianto urbanistico, con una moratoria che permetta una revisione strutturale e partecipata, in cui il pubblico torni ad avere un ruolo forte sul privato.
"Pensiamo alla riorganizzazione del decentramento con la creazione dei rioni, alla costituzione di una cabina di controllo sulle scelte infrastrutturali e sul loro impatto su ambiente e clima, alla redazione di un piano di settore dedicato all'energia pienamente integrato con l'impianto urbanistico, nonché alla promozione del massimo ricorso ai concorsi pubblici di idee e di progettazione", spiega il presidente della Fondazione bioarchitettura Alberto Di Cintio, uno dei firmatari del documento.
Per Luca Rossi Romanelli "il manifesto merita pieno sostegno perché alla sua base c'è un modello sociale ed economico che nel M5s condividiamo profondamente e che anche in Regione ha grande consenso in maggioranza".
Sulla stessa linea anche il capogruppo pentastellato a Palazzo Vecchio, Lorenzo Masi: "Firenze ha bisogno di tornare a mettere al centro i residenti, i quartieri e la qualità della vita, superando una stagione urbanistica troppo spesso guidata dagli interessi della rendita e della speculazione. Serve una pianificazione che ascolti le istanze di tutti, restituendo trasparenza e partecipazione alle scelte strategiche della città".
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