'Su garante infanzia lavoro costruttivo, andiamo al prossimo Consiglio'

AGGIORNAMENTO - "Crediamo che il responsabile di questo pasticcio - ha aggiunto Tomasi - sia il presidente Giani. In questi mesi abbiamo provato in tutti i modi ad interrompere questo scempio prima di arrivare in Aula, ma il nostro grido d'allarme non è stato ascoltato. Saremo a fianco dell'associazioni e qualora tutto questo pasticcio assumesse dimensioni ancora più gravi, siamo pronti a fare ricorso al Tar".    

Per il capogruppo di Avs, Lorenzo Falchi, "la proposta di Giani mi sembra condivisibile nel metodo e nel merito", e quindi "è giusto rinviare in commissione e votare su una rosa di nomi", sottolineando che "avevamo già espresso in più occasioni la contrarietà su Scaramelli, non tanto sulla persona, quanto sulla necessità di considerare qualcuno che per competenze e conoscenze aveva delle valutazioni molto migliori".    

Per Casa Riformista il capogruppo Francesco Casini ha votato a favore del rinvio mentre Federico Eligi e Vittorio Salotti, quest'ultimo presidente della commissione affari istituzionali, si sono astenuti. "Avremmo potuto portare l'aula ad una votazione - ha commentato Casini - già nella giornata di oggi, abbiamo però ritenuto corretto non forzare i tempi, dando al centrodestra la possibilità di approfondire al proprio interno. Ogni altra ricostruzione è nel campo delle polemiche sterili e delle illazioni". 

"Nell'economia di un Consiglio regionale che possa rispettare maggioranza e opposizione, anche se dobbiamo aspettare 15 giorni, va bene, quindi andremo al prossimo Consiglio, ma abbiamo dato un metodo per tutte le figure dei garanti, non solo quello dell'infanzia: insomma, un lavoro costruttivo". Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito del rinvio in commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale della proposta di delibera per la scelta del nuono garante regionale per l'infanzia.

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"Personalmente esprimo un'opinione favorevole su Scaramelli - ha aggiunto Giani, a margine dei lavori del Consiglio -, però ripeto, ci siamo dati un metodo. Ci sarà l'illustrazione dei vari curricula in commissione e quindi verranno fuori più nomi e con massima libertà, come esige la democrazia, ogni consigliere regionale nella sua scheda segreta, e quindi io rivendico il fatto che sarà un voto segreto in cui ciascuno veramente risponderà alla propria coscienza, potrà esprimere al meglio una figura così importante".

    
Il governatore ha anche lodato il lavoro del presidente della commissione Vittorio Salotti, malgrado il rinvio della delibera: "Non ho delegittimato nessuno, il presidente Salotti gode della fiducia e del rispetto di tutti perché sta svolgendo così bene quel compito di presidente della prima commissione che, a differenza del passato, noi vediamo che quella commissione riesce a dare un elemento di tranquillità a tutto il consiglio regionale e a tutta la giunta. Il presidente Salotti non ha fatto altro che corrispondere a quella che era una prassi, ma l'approfondimento della legge ci ha dimostrato che quella prassi era semplicemente uno dei metodi per votare".

"Hanno ragione i Comuni che hanno presentato ricorso. Io sono rimasto colpito dal governo che predica magari l'autonomia differenziata e poi nei fatti assume una visione così centralistica". Continua Eugenio Giani.
    
Il tema è stato oggetto di una mozione della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale, approvata in aula. Giani ha rimarcato "la necessità di rivedere questa scelta centralistica orientata tutta a considerare Comuni montani quelli che sono sulle Alpi, come se l'Appennino fosse un monte di serie B, residuale: basta con questa impostazione da parte del governo. Capisco che il ministro Calderoli viene dal nord Italia, ha un'impostazione veteroleghista, ma basta con questa impostazione che tende a privilegiare solo i Comuni di quella parte d'Italia".
    
Infatti, per il governatore toscano, "ci sono comuni sull'Appennino, che magari sono a 5-600 metri, ma come distanza dai grandi centri e quindi come caratteristiche di isolamento in un contesto montano sono messi molto peggio dei comuni accanto a Trento e a Bolzano". 
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