Dopo la decisione della Corte costituzionale che ha bocciato la legge toscana sul salario minimo negli appalti pubblici, la Regione annuncia di voler proseguire sul tema. L’assessore al lavoro Alberto Lenzi ribadisce la volontà di garantire salari dignitosi e contrastare il dumping salariale, annunciando nuovi tentativi normativi.
La norma regionale prevedeva un meccanismo che premiava nelle gare pubbliche le imprese disposte a garantire almeno 9 euro l’ora ai lavoratori, ma per la Consulta questo criterio incideva in modo diretto sulla concorrenza e sull’esito degli appalti, restringendo il mercato.
Dal mondo economico arriva intanto un ulteriore allarme: secondo Ires Toscana, il potere d’acquisto delle famiglie è in calo a causa di deindustrializzazione e terziario debole, con un progressivo impoverimento dei redditi medi.
Nonostante lo stop, la Regione annuncia l’intenzione di studiare un nuovo impianto normativo per rendere il provvedimento compatibile con i rilievi del governo e della Corte. Lo scrive Repubblica Firenze.
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